La storia del Lecce. nona puntata
Nella stagione 1986/87 il Lecce ripartì dalla serie B, con un nuovo tecnico, Pietro Santin che, fu esonerato al ventottesima giornata dopo la sconfitta con la Sambenedettese per 2 – 1, e fu sostituito da Carletto Mazzone. Il tecnico romano traghettò la squadra al terzo posto in classifica, pari merito con Cesena e Cremonese. I salentini disputarono gli spareggi per tornare in serie A, ma l'8 Luglio 1987 sul campo neutro di San Benedetto Del Tronto, il Cesena sconfisse il Lecce con il risultato di 2 – 1, la rete dei giallorossi fu segnata da Ezio Panero. L'anno successivo sempre con Carletto Mazzone, i giallorossi non fallirono la promozione, grazie all'esplosione del talento leccese Francesco Moriero, all'acquisto dello stopper Marco Baroni, del portiere Giuliano Terraneo che subì 13 reti in 23 partite, rimanendo imbattuto per oltre 800 minuti. Il Lecce si classificò al secondo posto raggiungendo quota 49 punti frutto di 17 vittorie, 15 pareggi e 6 sconfitte. Nel torneo di serie A 1988/89 il Lecce raggiunse una storica salvezza all'ultima partita del campionato in uno scontro diretto con il Torino. Il Lecce si aggiudicò la partita con il risultato di 3 – 1, le reti dei giallorossi furono segnate da Benedetti al '32, Barbas al '61 e Paciocco il '74. Il Lecce si piazzò al nono posto in classifica con 8 vittorie, tra cui memorabile fu il 2 – 0 al Via Del Mare con la Juventus reti di Moriero e Pasculli su calcio di rigore. Nella seconda stagione consecutiva in serie A il Lecce allenato sempre da Carletto Mazzone riuscì a riconquistare la salvezza, classificandosi al quattordicesimo posto, grazie al bomber argentino Pedro Pablo Pasculli autore di 9 reti in campionato. Nel campionato di serie A 1990\91, il Lecce allenato dal tecnico polacco Zbigniew Boniek si classificò al 15° posto, retrocedendo in serie B, nonostante gli arrivi del brasiliano Mazinho e del centrocampista russo Alejnikov. Nella stagione consecutiva, con la speranza di riportare la squadra nella massima serie fu ingaggiato l'allenatore Albertino Bigon. Le attese furono deluse, tanto che la squadra ottenne la permanenza tra i cadetti solo nell'ultima giornata, battendo il Cosenza, lanciato verso la promozione in serie A, con il risultato di 1-0, rete di Maini. Nel torneo 1992\93 il direttore sportivo Mimmo Cataldo ingaggiò il tecnico Bruno Bolchi, l'attaccante Rizzolo e alcuni giovani under 21 in prestito: Orlandini, Scarchilli, Grossi. La squadra, sorprendentemente, raggiunse la 4° posizione in classifica, ritornando in serie A. Nel campionato 1993\94 la squadra allenata prima da Nedo Sonetti e poi da Rino Marchesi si classificò all'ultimo posto in serie A con solo 11 punti in classifica, 3 vittorie, 5 pareggi e 26 sconfitte, 28 reti fatte e 72 subite. Una stagione disastrosa, colpa anche di alcuni acquisti “sfortunati” come il brasiliano Gaucho Tofoli ed il tedesco Gumprecht. Questo fu l'anno dell'addio dalla presidenza di Franco Jurlano. Dopo 18 anni la presidenza della società passò a Giuseppe Bizzarro. Anche la stagione 1994/95 terminò con la retrocessione della squadra in serie C, nonostante l'avvento della famiglia Semeraro e di Mario Moroni che divenne presidente il 13 Dicembre 1994.
Dario De Carlo
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