A SPECCHIA “BENEDETTO IL FRUTTO” DI FEDERICA RICCHIUTO
PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO LIBRO DELL’AUTRICE SALENTINA

Nel suggestivo atrio del Castello Risolo in Piazza del Popolo a  Specchia sarà presentato una nuova pubblicazione di Federica Francesca Ricchiuto, “Benedetto il frutto
L’appuntamento, presentato dal giornalista MAURIZIO ANTONAZZO, è per GIOVEDÌ 8 LUGLIO alle ore 20.30, con la partecipazione del dott. FRANCESCO CACCETTA, del Sindaco del Comune di Specchia, Ing. ANTONIO BIASCO e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Specchia, dott. GIAMPIERO PIZZA. Durante la serata, l’insegnante ANNA CAZZATO e il dott. MAURIZIO TRANNE, leggeranno alcuni brani tratti dal libro, accompagnati dal dolce suono della viola del maestro FRANCESCO DE SIENA.

L’autrice salentina dopo la raccolta di racconti, “La stanza del tempo” edita da NordSud, Trento, nel 2007, pubblica un nuovo libro e lo fa con  un racconto di vita e di tempi, di uomini ma soprattutto di donne, di amori e di passioni di colpe e di paure, di slanci alti di sentimento, di lancinanti tormenti e di conflitti interiori. Pagine scritte con punti alternati, di dritto e di rovescio, per introdurre il lettore e la coscienza a due mondi diversi, a due storie lontane e contrastanti ma paradossalmente identiche, a due donne figlie del loro tempo, ad una condizione femminile che lega indissolubilmente la donna alla vita. La formazione culturale di Federica Francesca Ricchiuto spazia dal teatro di Shakespeare, alle opere di Pirandello e di Verga, dai classici della poesia italiana agli autori della letteratura contempo­ranea, passando per la letteratura americana. Collabora con alcune testate giornalistiche come La Gazzetta del Mezzogiorno e Lo Scirocco.
Benedetto il frutto” è la storia di due donne, che vivono due mondi, due società storicamente, culturalmente, moralmente, socialmente ed economicamente differenti. Maria, donna sola, schiava della maldicenza, del giudizio altrui, è figlia dell’Italia meridionale del Dopoguerra e vittima di una condizione femminile ad autocoscienza limitata. Marta, invece, vive nella società odierna, moderna, complessa, espressione della velocità e della continua evoluzione: lei è una donna libera dai condizionamenti, ma è schiava del lavoro, del successo, della carriera e dell’affermazione di sé. Il libro è la storia di due donne diverse: Maria vive e parla d’amore, mentre Marta perde e soffoca il suo amore. Tra queste due realtà, fra queste due donne c’è la figura di Antonio, figlio delle scelte difficili, figlio dell’amore, di quell’amore che vince sempre la partita finale, di quell’amore comprende, che sa perdonare e che sa andare oltre, riuscendo a pronunciare parole di profonda speranza: “io non ti abbandono”.