Pasquale Gaetani: Droga-test? Perfetto! Perché, però, non fare anche lo psico-test?
La proposta di far sottoporre le personalità politiche al test antidroga è una di quelle iniziative che mi vede pienamente d’accordo.
E’ dovere di ogni personaggio politico ed istituzionale rendere conto ai cittadini della propria lontananza da ogni forma di droga. La droga offusca il cervello, distrugge il corpo, non fa capire. Un qualsiasi politico che prende droga non fa bene il suo mestiere. In questi casi è necessario che il nostro mondo dia il buon esempio. Non è per fare i primi della classe ma credo che tutti i pubblici amministratori debbano farlo. In questo modo si da la certezza che quando si prendono decisioni che riguardano l’intera collettività si è in possesso di tutte le proprie facoltà e non si è alterati.
Il primo a dare questo consiglio, diverso tempo fa, fu un autorevole esponente del mio partito: l’attuale Ministro della Difesa, Ignazio La Russa e ho sinceramente apprezzamento il buon esempio dato dal Primo Cittadino di Roma, Gianni Alemanno, che, al momento del suo insediamento, ha voluto, per primo, sottoporsi al test antidroga. Quindi, da qualunque parte vengano simili proposte sono sempre ben accette.
A mia volta, però, vorrei dare un piccolo suggerimento all’intera classe politica italiana. Perché al controllo sull’assunzione di sostanze stupefacenti non rendiamo obbligatorio il test psicologico? Una verifica in grado di stabilire il livello di coerenza di un rappresentante istituzionale.
È giusto che non si prendano decisioni per il bene comune sotto l’effetto di droghe di qualsiasi genere, ma è altrettanto opportuno che non si assumano decisioni politiche e/o amministrative sotto l’effetto del livore personale o della ripicca, andando contro tendenza con la propria storia, con quanto si è asserito fino a ieri, con quanto si è detto ai cittadini al fine di ottenerne il consenso e il voto.
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