“Caro Venneri, zero più zero fa sempre zero. E non due, come vai dicendo in giro…”

I contenuti della conferenza stampa indetta da Giuseppe Venneri nella giornata di ieri sono di inaudita gravità e, soprattutto, sono forieri di conseguenze imprescindibili per il futuro del suo governo cittadino essendo il frutto di una macchinazione al di fuori di ogni logica e di ogni ragionevole condivisione.
Non si può stare in Paradiso a dispetto dei santi, cioè dell’elettorato, né tanto meno è immaginabile pensare di restare in sella attaccandosi con l’attack alla poltrona e facendosi accompagnare da personaggi contro i quali si è programmaticamente combattuto, ritenendoli pericolosi e dannosi per l’amministrazione della Città Bella a causa dell’insano connubio tra pubblico e privato in cui erano, sono e saranno avvolti.
La mutazione genetica avvenuta nelle notte tra il sabato e la domenica – molto probabilmente anche a causa della calura estiva -, una mutazione che avrebbe, in teoria, trasformato l’agnellino ossequioso “mal consigliato” in lupo famelico, ha dato vita al peggiore ed in auspicabile dei risultati attesi.
Credo proprio che il Venneri-bis, che di “bis” non ha nulla vista la fatica che si è dovuto fare insieme al nostro partito per convincere gli elettori per farlo condividere nuovamente, sia terminato con l’indizione di quella conferenza stampa sbagliata nella forma e nella sostanza.
L’allargamento della maggioranza – passando da 14 a 10,5… a proposito: bell’ampliamento…!!! - non appartiene certamente all’azione personale e soggettiva del Sindaco ma è il frutto di accordi tra i responsabili politici dei partiti. Giuseppe Venneri non risulta essere il responsabile di nessun partito a livello cittadino.
La maggioranza che c’è sarebbe stata più che sufficiente a portare a termine il programma di governo con cui ci siamo presentati alla città di Gallipoli. I vertici del Pdl non hanno affidato – salvo prova contraria - al Sindaco alcun mandato esplorativo per verificare se c’erano le condizioni a cambiare il quadro politico di riferimento, non ritenendolo la persona adatta a fare ciò. Nessun ok politico in tal senso gli verrà mai e poi mai dato, anche perché – come è coscienzioso e razionale che sia – qualsiasi allargamento deve essere fatto per migliorare l’esistente e non per peggiorare il tessuto, la stoffa ed il sarto che dovrebbe provare, a tentoni, di cucire…
Invitiamo serenamente e responsabilmente Giuseppe Venneri a prendere atto del fallimento politico della sua azione amministrativa e a rassegnare immediatamente le dimissioni, impegnandosi a ricandidarsi e farsi votare con le sue forze.
Io farò altrettanto, insieme a tanti altri che vogliono perseguire tenacemente nella nostra vera e sincera idea di crescita e sviluppo, al di fuori da inciuci, pastette e accozzaglie con chiunque.
Sarà la gente, saranno i gallipolini a decidere da chi vogliono essere governati, con quale progetto politico e con quale progettista.