On. Vincenzo BARBA: La montagna ha partorito un topolino.

Cugini, cognati, parenti e bracci destri della propria impresa
inseriti in Giunta. Tutto per non dimettersi e per non assumersi responsabilità in prima persona. Tutto per avere le mani in pasta per interposta persona. Ecco i primi frutti della triade Venneri-Coppola-De Marini. 

Con una pagina di trasformismo degna del miglior Arturo Brachetti, il Sindaco Giuseppe Venneri si è assunto oggi una gravissima decisione, tipica di una miopia politica senza pari, una miopia che gli fa vedere il proprio attaccamento alla poltrona nel presente ma che gli offusca completamente gli scenari di crescita e di sviluppo della nostra città e per i quali, a breve, sarà chiamato a rendere conto ai cittadini. Anzi a tal proposito gli rinnoviamo l’invito a riacquistare, magari per un solo istante, la dignità politica, dimettendosi e dando la parola agli elettori.
Nasce sotto i peggiori auspici questa nuova Giunta fatta di cugini, cognati, parenti, compari, vicini di casa e collaboratori diretti, inseriti nei ruoli di governo cittadino solo esclusivamente al fine di dar conto ai loro “dante causa”. Perché questo scempio delle istituzioni? Non sarebbe stato sufficiente che i “macchinatori” di questa azione scellerata fossero diventati anche i “macchinisti” di questo treno che corre velocemente verso il baratro dell’amministrazione e della politica? Perchè non metterci la faccia? Perché non assumersi le proprie responsabilità dinanzi ai gallipolini? Perché governare per interposta persona? Tutto per non dimettersi e non staccarsi dalla poltrona? Abbiamo capito!!! Sono questi i primi frutti avvelenati della triade Venneri-Coppola-De Marini….
Certo ci spiace e ci sorprende non poco la mancata assunzione in prima persona di responsabilità nell’azione di governo cittadino dei vari consiglieri Liaci, Scariolo, Ferilli e compagnia bella che non hanno dato la disponibilità diretta a sedersi sullo scranno assessorile. Eravamo convinti che avrebbero sicuramente dato prova delle loro ineccepibili e riconosciute capacità manageriali e professionali.
Proprio loro che hanno sempre sollecitato e auspicato il turn over del personale politico di governo sostenendo l’importanza della responsabilità e della gestione diretta…
Insomma, è stata varata questa nuova maggioranza composta addirittura da 9,5 consiglieri.
Il Pdl, ovviamente, passa all’opposizione non condividendo in toto, sia nella sostanza che nella forma,  tale azione trasformistica.
La nuova maggioranza-accozzaglia è stata varata, ma una cosa sia chiara: il Pdl non la condivide, non la supporta, non l’ha sostenuta e non la sosterrà.
È consequenziale il fatto che, chiunque abbia deciso di farne parte, legittimamente o meno, strumentalmente o meno, opportunisticamente o meno, affaristicamente o meno, familisticamente o meno… dovrebbe considerarsi al di fuori dal partito senza se e senza ma.
Il gruppo del Popolo della Libertà in Consiglio Comunale farà ciò che la Democrazia prevede: vigilerà e controllerà ogni iniziativa posta in essere dalla nuova maggioranza, segnalando sempre all’opinione pubblica ed eventualmente alle autorità competenti i “perché” ed i “per come” di determinate scelte.
Vigileremo e controlleremo ogni atto. Accenderemo i riflettori della pubblica moralità come e più di quanto non abbiamo fatto fino ad ora e racconteremo ai cittadini, casa-casa e chiesa-chiesa, i veri motivi di tale fusione a freddo tra Venneri, Coppola e De Marini.
Altro che finanziamenti a fiumi!
Altro che bene sociale!
Sarebbe il caso di parlare di iniziative per il bene personale e soggettivo!!!
Un gruppo che non ha la minima idea di rispettare l’indirizzo politico, mettendo in atto con il massimo ossequio e il massimo rispetto i desiderata di chi ti ha delegato con il voto a rappresentarlo, è esempio di ingratitudine politica e di scellerata azione di governo che certamente non renderà florido il giardino denominato Gallipoli ma sarà causa di crescita di erbacce e cespugli non ornamentali.
Noi non consentiremo a nessuno di declinare con le categorie della soggettività e dell’egoismo, la gestione della cosa pubblica che ha tanto bisogno, invece, di un approccio disinteressato, di sensibilità, di passione e, soprattutto, di amore.
Amore per Gallipoli.