Festeggiati cinque calciatori dell'AS.Cu.S UIC Lecce
Festeggiati ieri, venerdì 16 luglio 2010, i cinque calciatori dell'AS.Cu.S UIC Lecce (Associazione Sportiva Culturale Salentina dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lecce), primi quest'anno al Campionato Nazionale di Calcetto per non vedenti. La cena si è è svolta a Villa Conca Marco, con grande partecipazione del pubblico dei tifosi che ha sostenuto e incoraggiato i cinque atleti, ringraziandoli per il conseguimento del prestigioso risultato.

Il calcetto a 5 per non vedenti è una realtà che, a Lecce, esiste da più di vent’anni. Oggi la squadra si chiama AS.Cu.S UIC Lecce (Associazione Sportiva Culturale Salentina dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lecce) ed è composta da Marcello Casilli e Alfonso Rubano (portieri), Vincenzo Rubano, Leo Bortone e Fernando Ingrosso (difensori); Davide Dongiovanni e Daniele Marchiello (centrocampisti); Massimo Cervelli e Salvatore Peluso (attaccanti); Pasquale Porcello è l’allenatore, Roberto Trotta è il preparatore atletico e Antonio Potenza è la guida. Il presidente è Francesco Palumbo.

Le partite si svolgono su un regolare campo da calcetto, generalmente in sintetico; i lati lunghi del campo, sono limitati da spondine di legno, alte circa 120 cm (per ragioni di sicurezza e per dare continuità al gioco). In squadra il portiere è l’unico vedente, gli altri quattro sono non vedenti assoluti.

Il pallone ha dei sonagli al suo interno, che permettono l’individuazione dello stesso e consentono di sviluppare le trame di gioco.

Da otto anni esiste il campionato nazionale regolamentato dal CIP (Comitato Italiano Paraolimpico), prima il movimento rientrava tra le attività della FISD (Federazione Italiana Sport per Disabili).

Il campionato è strutturato in due gironi, il nord ed il sud, ciascuno composto da quattro squadre: nel girone sud ci sono il Lecce, il Bari, il Napoli ed il Siracusa; nell’altro la Roma, il Genova, l’Ancona e l’Empoli.

Le prime due classificate di ciascun girone si qualificano alla fase finale, che poi determina la vincente del campionato.


Il giorno della finale, la partita della vittoria, ha visto contrapposti il Lecce al Siracusa: i siciliani, alla loro prima finale, hanno venduto cara la pelle ed il risultato di 3 a 0 non deve far pensare che sia stato tutto facile, anche perché fino a poco prima della metà del secondo tempo si era ancora sullo 0 a 0.

L’organizzazione tattica del Lecce, la voglia di vincere, la capacità emotiva di affrontare certi impegni hanno prevalso, sulla munita difesa del Siracusa, che ha lottato con caparbietà su ogni pallone, provando in tutti i modi a sovvertire un pronostico sfavorevole. È stato Peluso a sbloccare il risultato, al termine di uno spunto personale nell’area di rigore avversaria; subito dopo, Cervelli spegneva ogni velleità sicula, depositando in porta un veloce contropiede.

Vittoria messa in cassaforte a sette minuti dalla fine, col terzo goal siglato ancora da Cervelli, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Anche quest’anno, al fischio finale, via alla festa, alla gioia, al sorriso liberatorio.

Anche quest’anno, perché si tratta del quarto scudetto consecutivo, sesto da quando c’è il campionato CIP.

Grande Lecce, grande soprattutto per la voglia di vincere e di fare sacrifici di tutti questi ragazzi, che amano il calcio, si divertono, regalando emozioni vere a tutti.