Lettera di addio di Barba a Venneri: mai più insieme

Caro Giuseppe,
            quando un rapporto umano e politico si consuma definitivamente, così come è accaduto a noi, e così come hai dichiarato apertamente, risulta necessario fare l’ultimo sforzo per salutarsi in maniera definitiva.
            D’ora in avanti le nostre strade di uomini e di politici non si incroceranno più. Mai più. Da qui all’eternità.
            Ma un consiglio fraterno vorrei lasciarti ed è il seguente: non sarebbe dignitoso che ti dimettessi e affrontassi poi il giudizio dei cittadini? Allora sì che acquisteresti una onorabilità, dinanzi alla quale, anch’io, da avversario, proverei rispetto.
            Non è indecente, indecoroso e amorale che tu, con i voti carpiti al nostro partito, al Pdl, poni in essere un’azione amministrativa che non ha il supporto ed il sostegno di chi ti ha sostenuto e supportato consentendoti di sedere là dove ora tu siedi?
            Possibile che tu non abbia più la schiena dritta al punto che ti sembra normale occupare la poltrona che occupi, andando a raccattare ed elemosinare un’alzata di mano a destra e un’alzata di mano a sinistra, non potendo contare più sul tuo partito e su chi ti ha tracciato la strada?
            Veramente non so più cosa pensare di te.
Del resto, sin dal principio del mondo, quando la Tentazione, sotto forma di serpente, si è presentata ad Adamo ed Eva, questi preferirono le lusinghe velenose alla serenità del paradiso terrestre…
Certo è che a te, a quanto ci è dato comprendere, non si è presentato un solo serpente bensì un esercito di rettili striscianti che chissà cosa ti hanno promesso.
Se in un colpo solo hai deciso di fare a meno del partito, del rispetto del nostro Ministro che ti aveva invitato ad un’azione politica più assennata, dei consigli del massimo referente istituzionale della tua città, delle raccomandazioni amichevoli dei nostri consiglieri regionali e provinciali, delle parole sapienti del Presidente del Consiglio Comunale e dell’affetto dei consiglieri del Pdl… se in un sol colpo ti sei messo contro tutto e tutti per portare a termine gli accordi con Italia Navigando… se ti sei richiamato come compagni di merenda perfino quel tal Coppola e quel tal De Marini contro cui abbiamo sempre pensato e parlato (ti ricordi…?)…, beh, se hai fatto tutto ciò la tentazione che ti ha tentato, allora, sarà ben più importante, cospicua e sostanziosa di una mela rossa appesa ad un albero.
            Una cosa, però, deve esserti chiara: la tua solitudine te la sei cercata e voluta. Sei fuori strada quando dici che ci sono due Popoli della Libertà. A breve, appena tu e qualche tuo prode Sancho Panza, sarete cacciati dal partito ti risulterà ancor più chiaro che in Consiglio Comunale esiste uno ed un solo Pdl, il nostro. Il tuo gruppo- accozzaglia probabilmente si potrebbe chiamare “Forza Abaterusso”…
            Altro che “… senti il sostegno dei cittadini”, caro Venneri… Con quali cittadini parli? Con tuo cognato? Con il tuo addetto stampa? Con la tua segretaria?
Ti aggiorno che fuori dal mio studio c’è una fila di uomini e donne che parte dal Canneto e arriva fin sopra Corso Roma, un universo di persone brune e bionde, rosse e castane, alte e basse, magre e “fuori forma” che, in primis, mi rimproverano e mi bacchettano bonariamente per averti sostenuto e supportato – poiché non ti volevano e ti hanno votato per la stima che nutrono nei confronti del sottoscritto – e poi mi chiedono di poter collaborare fattivamente, magari anche raccogliendo delle firme, per mandarti a casa insieme alla cricca con cui ti accompagni.
Altro che “… entusiasmo dei cittadini”...
I gallipolini vivono l’attesa delle tue dimissioni con la stessa ansia gioiosa con cui, sin dal Giovedì Santo, si attende la Santa Pasqua.
            L’Amministrazione che stai facendo nascere è come una palma intaccata dal punteruolo rosso, che si consuma lentamente ma inesorabilmente, giorno dopo giorno, e che tra non molto si accartoccerà, piegandosi su se stessa.
            Il Coordinamento Provinciale del Pdl, sempre molto pacato e compito nelle parole, ha stigmatizzato la tua azione scellerata come “ribaltone”. Io, più sanguignamente, preferisco parlare di “tradimento all’ombra di un inciucio”.
Tu ed i tuoi assessori sarete sotto la lente di ingrandimento del nostro controllo. Il Gruppo Consiliare del Pdl sarà attento e vigile, come sempre e più di prima, sulla gestione amministrativa e su quel poco che produrrà in fatti e atti sia temporalmente che gestionalmente.
            Caro Venneri, non ti sarà consentito nemmeno il pensiero di un passo falso! Nulla potrai fare contro l’interesse vero della città! Ti farò sentire io personalmente e di fatto il fiato sul collo e sarai costretto a rigare dritto, senza alcun sconto di sorta. Parenti, amici e amiche dei tuoi compagni di merenda dovranno recedere dall’idea di poter considerare Palazzo Balsamo come cosa loro. Ti aspettano dieci mesi di campagna elettorale in cui avremo tempo e modo di raccontare ai nostri concittadini chi siete voi e chi siamo noi. Poi sarai politicamente spazzato via così lontano che si perderà anche la memoria del tuo nefasto governicchio, come tutti si auspicano.
            “La gestione della cosa pubblica è un’autentica missione”. Te l’ho ribadito mille e una volta, in svariatissime occasioni, in tutte le circostanze in cui stavi per inciampare facendoti presente che i bisticci e gli impicci non ci riguardano, perchè noi siamo al di sopra di qualsiasi interesse di bassa lega.  Rispolvererai certamente, in questi settimane, questo convincimento che è stato patrimonio comune fino a ieri e che ora, evidentemente, non lo avverti più come tuo.
Buon viaggio, Giuseppe…