Diritti umani, Ilya Politkovskij ad Ostuni per premio Il figlio della giornalista russa uccisa nel 2006 al Salento Finibus Terrae. Tra i corti proiettati il G8 e il problema delle carceri. Diritti umani protagonisti ad Ostuni domani lunedì 26 luglio per la decima giornata del Salento Finibus Terrae, il festival di cinema itinerante in corso fino al 1 agosto in 5 località storiche nell’alto Salento nella splendida cornice del chiostro di San Francesco (piazza Libertà), ad ingresso libero. Dalle 21 le proiezioni della sezione dedicata ai diritti umani che cavalca l’attualità più stringente in White riot di Emanuele Scaringi sull’increscioso episodio della caserma di Bolzaneto a Genova nel 2001. Il corto racconta i giorni tra venerdì 20 e domenica 22 luglio in sono stati eseguiti 55 fermi e 252 arresti. Si trattava di persone che manifestavano contro gli otto grandi. A seguire le proiezioni di Roulette di Greg Ferro e Tak Kuroha (Italia/Thailandia) sul folle gioco della roulette russa, Inviernos Calidos di Miguel Aguirre su barbone Andreas che dorme tra i cartoni per ripararsi dal freddo; Una vide mejor di Luis Fernades Reneo basato su una storia vera di tre bambini messicani che tentano di attraversare il confine degli Stati Uniti; Nero apparente di Giuseppe Pizzo su Un ragazzo di colore insegue uno scippatore e infine 19 giorni di massima di Enzo De Camillis sulla storia di un caso giudiziario ancora aperto, vissuto in prima persona dal regista e soprattutto da sua moglie Anna. A ricevere il premio Sa.Fi.Ter sui diritti umani sarà Ilya Politkovskij, il figlio della giornalista russa assassinata nel 2006. Nell’occasione sarà proiettato il documentario dal titolo "Anna Politkovskaja: concerto per voce solitaria" di Ferdinando Maddaloni (attore e regista), il documentario di 22 minuti sulle due vicende che fecero conoscere al mondo occidentale il lavoro di ricerca della verità della Politkovskaja: l'assalto al teatro Dubrovka del 2002 e la strage alla scuola numero 1 di Beslan, nella quale morirono quasi 200 bambini. Nel primo caso, la giornalista venne chiamata come mediatrice per la liberazione degli ostaggi. Nel secondo non fece in tempo ad arrivare: cinque colpi di pistola la uccisero in via Lesnaja a Mosca e al suo funerale non vi partecipò nessuna carica politica. Il documentario arriva fin sotto al portone di casa della Politkovskaja, la voce narrante spesso è la sua. Parla di Putin, dei soprusi dell'esercito russo in Cecenia, delle vittime spesso torturate. E il suo unico obiettivo era di scrivere quel che vedeva. Il documentario è realizzato insieme a Carmen e Tina Femiano. Alla serata sarà invitato Walter Veltroni che alle 19 presenterà il suo libro ad Ostuni. Dopo le proiezione si terranno le premiazioni della sezione “Diritti umani”. Ad aggiudicarsi il migliore cortometraggio “Tell your children” di Andras Salamon (Ungheria) per il premio Città di Ostuni; la miglior regia è andata a “Metropolys Ferry” di Juan Gautier (Spagna) che riceverà il premio Unesco, e la menzione speciale della giuria è+ andata a “Una vida mejor” di Luis Fernández Reneo (Spagna) che riceverà il premio Unicef. La manifestazione è itinerante fino al 1 agosto nelle cinque località storiche dell’alto Salento (San Vito dei Normanni, Ceglie, Ostuni, Fasano e Carovigno). Il Festival, ideato e diretto da Romeo Conte (regista, produttore e autore), consegnerà 35 premi ad attori, registi vincitori della competizione e protagonisti del mondo dello spettacolo nelle splendide cornici delle “piazze salentine”, set naturali cinematografici |