Zullo (PdL): “L'applausometro non premia Fini a Mirabello”
Se l’applausometro ha un senso, si deve convenire che saliva alle stelle quando Fini attaccava Berlusconi per poi sparire quando affrontava la soluzione dei gravi problemi dell’Italia e degli Italiani.
Questo segnale è un monito per noi politici: la gente, anche tra coloro che sono sostenitori, non crede che con le guerre intestine, con i personalismi, i tatticismi, il dover discutere a due o a tre gambe si possano risolvere i problemi della collettività soprattutto se poi, a parlare della necessità delle riforme, lo fa uno che con il suo comportamento le ha ostacolate in questi due anni.
E d’altronde, ha poca credibilità nel parlare di patto generazionale e di patto per la nazione chi è autorevolmente e leaderisticamente in politica e al governo da oltre trent’anni e si accorge solo ora, che rischiava di essere posto in naftalina (sic), dei difetti di Berlusconi e dei problemi dei giovani, della giustizia, del Sud, della sudditanza, della legge elettorale e così via.
Caro Fini, almeno noi pugliesi abbiamo già Vendola a dire chiacchiere e ci basta. Ora Vendola si porrà al cospetto della nazione e lascia a lui le chiacchiere che ne è maestro.
A noi del PdL, sì del PdL che è vivo nei nostri cuori nel ricordo di quei giorni di Roma, le chiacchiere non servono. Abbiamo bisogno del pragmatismo e della concretezza di Berlusconi”./