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A Poggiardo una conferenza con il criminologo Francesco Bruno per discutere di pedopornoggrafia e internet.

Una volta c’erano l’uomo nero, il diavolo cattivo, lo sconosciuto e l’orco. Oggi ci sono internet, le chat line, i forum e molti altri contesti virtuali nei quali si annidano i sex offender, più comunemente noti come pedofili. Se ne discute con il noto criminologo Francesco Bruno e con altri esperti mercoledì 28 maggio alle ore 19.00 nella sala conferenze del Palazzo della Cultura di Poggiardo in un incontro organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Poggiardo Progetto nell’ambito del progetto CUIS (2011) “Problemi della democrazia e nuovi diritti nella società dell’informazione nel Basso Salento: tra evoluzione della cittadinanza e inclusione sociale”, che ha come partner i Comuni di Diso, Andrano, Spongano, l’Università del Salento, la Provincia di Lecce e il Laboratorio di eGovernement dell’Università del Salento.

Alla conferenza dopo i saluti del Sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati e dell’Assessore alle Politiche Sociali Tiziana Micello, interverranno Marco Mancarella Prof. Aggregato di Informatica Giuridica e Vicedirettore Laboratorio eGovernement Unisalento e Giuseppe Lo Deserto, Digital Investigation Expert – eCrime Analyst. A moderare il dibattito Rita Pizzoleo, docente.

Le cifre sono da allarme rosso: il 21,1% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni naviga in perfetta solitudine, senza il controllo di un adulto. Una percentuale che sale al 50,3% tra gli adolescenti (12-19 anni). E sei volte su dieci mamma e papà non fanno neanche un monitoraggio minimo di temi e contenuti della navigazione dei figli.

Dall’esigenza di fornire un supporto qualificato a scuola e famiglia è nato un team italiano di criminologi, psicologi e formatori guidato da Francesco Bruno che hanno deciso di parlare ai bambini usando il linguaggio da loro più gradito: quello del videogioco. Nasce così “Il Mondo di Loki”, primo pc game scaricabile da internet che insegna ai bambini ad identificare, conoscere e gestire i comportamenti minacciosi nei loro confronti. “Quello che era per i nostri genitori l’uomo nero è stato decodificato e ricodificato in un linguaggio accessibile ai bambini“, spiega Francesco Bruno. A loro dobbiamo spiegare non più l’oggetto ma il suo contenuto“.

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