header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

Appello ad Emiliano: “Fermiamo il lavoro nero e schiavistico in agricoltura”

Dichiarazione del Presidente del Gruppo consiliare Sel, Michele Losappio.
Siamo certi che il nuovo segretario del PD sarà in prima fila nel contrasto ad una delle piaghe più ignobili e devastanti che infestano la Puglia: il lavoro nero e schiavistico nelle campagne.
La sua storia professionale e politica non lasciano dubbi.
Ci permettiamo perciò di affidargli alcune considerazioni della nostra esperienza a partire dalla constatazione che in agricoltura il mercato del lavoro in modo sistematico sfrutta la mano d’opera attraverso il lavoro nero, il caporalato (ormai non solo pugliese), lo schiavismo più abietto, l’infiltrazione pervasiva della criminalità organizzata.
A contrastare questo fenomeno oltre le autorità preposte al controllo ci sono i sindacati dei lavoratori, le associazioni di volontariato e la Regione.
Altri, compreso molti Comuni, si limitano alla indignazione postuma.
Particolarmente grave appare il comportamento di una parte dell’imprenditoria agricola e delle associazioni di categoria nonostante significativi scandali che hanno visto, dalla Capitanata al Salento ed oggi a Brindisi, il coinvolgimento con arresti clamorosi per sfruttamento di mano d’opera di noti imprenditori.
Al silenzio verso questi fenomeni si è spesso accompagnata un’opera di pressione e di contrasto verso i provvedimenti che la Regione ha assunto come gli indici di congruità sanciti dalla legge 28/2006.
Eppure il dilagare dell’illegalità nei rapporti di lavoro non è solo un dramma sociale e un colpo alla civiltà del territorio, ma anche una pesante penalizzazione per le imprese oneste che devono fronteggiare una concorrenza sleale.
E poi come contrastare le incursioni della stampa estera, ultima quella francese, in grado di ottenere il ritiro dei nostri prodotti dagli scaffali della grande distribuzione perché eticamente ‘sporchi’!?
Per questo la Regione non si è limitata a fornire ai braccianti una prima rete di sostegno, concordando con le Onlus (da quelle religiose a medici senza frontiere ed Emergency) interventi sanitari e di assistenza, fornendo con AQP bagni ed acqua potabile, ma ha voluto contrastare l’illegalità sia con il rinnovo delle convenzioni con la Guardia di Finanza che con quel meccanismo preventivo, all’origine, stabilito da una legge premiata dalla Unione Europea che sono gli indici di congruità e che qualcuno ha cercato invano di contrastare per via amministrativa e per quella politica.
Siamo certi che il nuovo gruppo dirigente del PD non si schiererà fra i frenatori e che si batterà con la Giunta e con tutto il centrosinistra per debellare questa non più tollerabile situazione”.

Nessun Commento

Sia i commenti che i trackback sono disabilitati.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Spiacente, i commenti sono chiusi.