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Corvino saluta il Lecce: Amo il calcio ma non ho più le forze di un tempo

Il direttore lascia la società giallorossa dopo quattro salvezze consecutive e lo fa con una commovente conferenza stampa: “Ho ottant’anni e arriva un momento in cui bisogna fermarsi: lascio una squadra in salute”

Apre la conferenza stampa il Presidente Saverio Sticchi Damiani
“Subito dopo Lecce-Genoa, il direttore Corvino mi ha chiesto un incontro. Mi ha comunicato una richiesta che, per quanto dolorosa da accettare, ho ritenuto assolutamente comprensibile: la stanchezza. Una stanchezza legittima. In questi anni non si è mai risparmiato, e sottolineo mai, nel perseguire gli interessi del Lecce. Da presidente e da dirigente faccio ancora fatica ad accettarla. Da persona che vuole bene a Pantaleo e che gli è stata vicina in tutti questi anni, però, sono costretto a rispettarla. Mi è stata comunicata con la trasparenza di chi, quando si esprime in un certo modo, ti fa capire che devi mettere da parte ogni altra considerazione. Mai come questa volta ho percepito che si tratta di una scelta definitiva.”

Corvino, le sue parole commosse
“Non è facile essere qui oggi. Tredici anni di storia d’amore non si possono raccontare in pochi minuti. Spero soltanto di riuscire a trasmettere qualcosa a chi mi ha voluto bene, sostenuto e aiutato in questo percorso”. È iniziato così, con le lacrime agli occhi, il saluto di Corvino alla sua gente. Alla base della scelta c’è una stanchezza di fondo, che ha spinto Pantaleo a fermarsi. “Non ho più le forze di un tempo – ha ammesso -, le energie le ho trovate nell’ultimo periodo per difendere il lavoro fatto, perché ci sono partite che si vincono in campo e altre che si vincono fuori. E io e il presidente, fuori dal campo, siamo stati una squadra incredibile.” Il dirigente ha poi spiegato come la decisione sia maturata dopo una lunga riflessione: “Mi dispiace che i miei calciatori e i tifosi abbiano appreso questa notizia dai giornali. Arriva però un momento in cui bisogna fermarsi. Ho ottant’anni e dentro di me c’è ancora una grande passione, ma ho capito che era il momento giusto quando mi sono reso conto che a Lecce non riuscivo nemmeno a prendere un caffè con mia moglie, perché mi alzavo sempre prestissimo per lavorare. Quando succede questo, rischi di perdere anche la passione. Sei anni fa avevo ancora due anni di contratto altrove, ma ho accettato la sfida proposta dal presidente: rimettere in salute il Lecce, la squadra della mia città. E penso di esserci riuscito”.

di Adriana Greco

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