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Curto: ““Disastro sanità brindisina, si ricorra al Tar”

“Confesso di non comprendere i motivi di soddisfazione che si sono levati da più parti per l’assegnazione alla Asl brindisina di 60 ulteriori unità del comparto sanitario.
Queste rappresentano una modestissima goccia nel mare delle carenze che affliggono storicamente gli organici della sanità della nostra bistrattata provincia.
Confesso, ancor di più, che se fossi al posto della dottoressa Ciannamea non esiterei un attimo a dimettermi, in quanto l’assegnazione di queste poche briciole rappresenta la prova provata della considerazione in cui è tenuta a Bari l’Asl di via Napoli.
Mi chiedo pure come si fa a farsi scivolare addosso, senza reagire, l’indifferenza con cui non è stato tenuta in debito conto l’urgente necessità di direttori di struttura complessa. Una scelta probabilmente dall’acre sapore politico, in quanto potrebbe costituire per Brindisi e la sua provincia la precondizione per ulteriori riordini (si scrive riordini, si legge “tagli”), con consequenziali devastanti effetti sulla quantità e qualità dei servizi sanitari offerti al cittadino.
Ma l’autentica ciliegina sulla torta è stata rappresentata dalla scure che si è abbattuta sulle figure di Operatore Socio-Sanitario: neanche una che sia stata assegnata, a fronte (mi si dice) di una richiesta che superava le cento unità.
Le conseguenze: tutte gravanti sull’utenza (la parte più debole del sistema sanitario) e sulla categoria degli infermieri e di altre professionalità costrette a svolgere attività non rispondenti alla propria formazione e al profilo d’inquadramento.
Giunti a questo punto, lo sciagurato provvedimento della Giunta regionale non va subìto ma contrastato nelle opportune sedi. Vedremo che cosa dirà il Tar, almeno prima che Renzi metta mano ad uno degli ultimi baluardi a difesa del cittadino”.

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