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De Biasi: “Ascoltare il grido d’allarme dell’Ance Puglia”

Intervento del presidente de “La Puglia prima di tutto”, Francesco De Biasi.

“Il grido d’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Ance Puglia merita grande attenzione da parte della Regione, soprattutto se messo a confronto con la marcia dei 60 mila tra artigiani e commercianti tenutasi ieri a Roma, nella quale si è registrata una partecipazione massiccia di imprenditori esasperati provenienti dalla Puglia e dal Mezzogiorno.
Che cosa chiedono queste imprese, ad una sola voce? Che si faccia ripartire l’economia, che si torni a produrre e a infondere fiducia in un futuro che nonostante qualche indicatore sia tornato positivo, appare ancora buio e senza prospettive.
L’Ance chiede in particolare che sia semplificata la burocrazia e che si facciano ripartire tutte quelle opere già finanziate e ancora ferme al palo. Non sono chiacchiere per due motivi: intanto perché nel frattempo le aziende muoiono; poi perché i costruttori edili parlano con i numeri. 150 milioni bloccati per affrontare il rischio idrogeologico; circa 260 milioni non liquidati a causa del Patto di stabilità, ma per lavori già effettuati; 30mila occupati in meno nel settore dal 2009 ad oggi.
E non finisce qui: sabato scorso la Cgia di Mestre ha diffuso dei dati catastrofici sulla crisi dal 2008 in poi, che registrano 134mila imprese in meno nel nostro Paese, letteralmente maciullate dal difficile momento congiunturale, dalla burocrazia e dall’immobilismo delle Istituzioni. Ebbene, molte di queste piccole imprese sono pugliesi, visto che il tessuto economico del nostro territorio è fatto per il 90% da piccoli imprenditori.
E allora, sarebbe il caso che il governo regionale entrasse nel merito dei problemi delle imprese e dei lavoratori invece di perdersi dietro beghe di carattere politico. Alla gente che non arriva a fine mese, poco importa delle Primarie del centrosinistra, poco importa di chi sarà ministro e di chi no, poco importa che “prima o poi la ripresa arriverà”. Quel “poi” stona, perché per sopravvivere bisogna mangiare adesso”.

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