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Diocesi di Ugento esprime perplessità sul disegno di legge Cirinnà

Il Direttivo della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali della Diocesi di Ugento – S.Maria di Leuca, organismo nel quale sono rappresentate tutte le realtà dei laici impegnati nell’apostolato, esprime serie perplessità sui contenuti del disegno di legge Cirinnà riguardante le unioni civili. La famiglia – comunità fondata sull’amore, cuore della vita, spazio originario e speciale di incontro fra generazioni, palestra di dialogo tra generi diversi, cellula di giustizia sociale – è il luogo privilegiato dove sperimentare l’affetto e l’amore che scaturisce dalla condivisione di intenti di due
persone di sesso diverso divenendo, in questo modo, una scuola di umanità, nel rispetto del diritto del bambino ad avere un padre e una madre. L’impegno educativo ed affettivo di due coniugi di sesso diverso scaturisce dal matrimonio, per tutti i cristiani anche sacramento, con il quale i due si uniscono e che sfocia in un legame stabile e
disponibile alla procreazione. Ogni cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con
l’insegnamento del Magistero e pertanto “nessun fedele può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società” (Nota dottrinale della Congregazioni per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n.5).
E’ necessario creare delle condizioni giuridiche che non provochino stravolgimenti etici e morali al matrimonio inteso nel senso naturale, cioè così come la natura lo ha previsto, e tanto meno – per i cristiani – inteso nel senso sacramentale. I diritti ed i doveri civili possono essere salvaguardati migliorando la normativa del nostro sistema giuridico senza creare alcuna confusione. L’avere dei figli non può essere ridotto a semplice diritto civile, ma è invece la naturale generazione che l’unione di un uomo ed una donna origina. Pertanto non è moralmente ed eticamente accettabile consentire ad altre forme di convivenza la procreazione o l’adozione di un figlio. Non è possibile cadere nell’errore dell’onnipotenza credendo che si può realizzare tutto quello che la scienza o l’intelligenza, frutto del nostro pensiero, permettono. Inoltre non si può camuffare dietro il paravento del progresso civile quello che nessuna civiltà ha mai consentito. Pertanto, facendo leva sul senso di responsabilità, si confida che tutti i politici, indipendentemente dagli schieramenti di parte o dalle pressioni di organizzazioni internazionali, sappiano assumere
decisioni chiare e sagge, soprattutto per il bene dei bambini, che saranno la futura società, i quali, in questa vicenda, potranno essere i più esposti e indifesi, resi soltanto oggetto dei desideri degli adulti.

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