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Ecco come il Comune di Lecce penalizza i ciclisti e le piste ciclabili

Quello che è successo in viale Lo Re è un episodio di una gravità inaudita: cancellare un tratto di pista ciclabile, creando di fatto una situazione di evidente pericolo per i ciclisti, per i pedoni e persino per gli automobilisti. Autore dello scempio: l’Amministrazione Comunale.

Ci farebbe piacere sapere sulla base di quale ordinanza e di quali atti il Comune abbia smantellato un pezzo di pista ciclabile, regolarmente inserita nel Bici Plan e finanziata con specifici fondi pubblici, demolendo uno scivolo di facile uso anche per i disabili.

Come ci rivela l’assessore Messuti nell’articolo di sabato 1 marzo, su viale Lo Re non è stata ancora fatta la verifica della larghezza della pista ciclopedonale, su cui l’intervento invece è stato già effettuato. Inoltre l’aumento dei ciclisti è dovuto alla crescente sensibilità degli italiani ai temi dell’ambiente anche sollecitati dall’attuale crisi economica perché invece la mancanza di continuità del sistema ciclabile è sotto gli occhi di tutti e inviterebbe i cittadini a lasciare le bici in cantina.

Ricordiamo che il cosiddetto “Bici Plan” è il Piano Regolatore della Mobilità in bicicletta e come tale va trattato con opportuni iter formali e sostanziali, specifiche deroghe e ordinanze, non invece come accade oggi cancellando una pista ciclabile già finanziata senza un opportuno confronto con il tavolo della mobilità, che ancora il Comune di Lecce deve istituire, e trovando le soluzioni più opportune per non mettere a rischio la sicurezza dei cittadini ciclisti in città contemperando le necessità dei cittadini commercianti.

In attesa di vedere le soluzioni progettuali adottate, il segnale che viene da piazza dei Partigiani è altrettanto inquietante: si cancella la pista ciclabile in sede propria per fare posto ai parcheggi per le auto, trasformando peraltro una piazza da luogo di incontro dei cittadini in una (inquinata) area di parcheggio.

Anche qui la pista ciclabile era già stata costruita in quanto parte del Piano Regolatore della Mobilità in bicicletta, anzi bisognava sistemare il brusco passaggio da un lato all’altro della carreggiata cosi da avere una continuità e facilitare la fruizione da e verso l’ampia zona oramai a servizio della città del mercato coperto, nonché della stazione dei bus delle Sud Est dove peraltro il Comune ha inserito pochi giorni una postazione  di Bike sharing. Quella pista è da considerarsi la direttrice principale tra la stazione dei bus e la città, per una reale area di interscambio.

Siamo stupiti dal fatto che sui giornali la risposta alle nostre lamentele in merito alla mobilità in bicicletta venga dall’assessore Messuti ai Lavori Pubblici e non invece dall’assessore Pasqualini, deputato alla Mobilità e Traffico per il Comune di Lecce.

Al di là delle girandole di parole, restano i fatti. Ed è del tutto evidente che gli assessori non circolano in città in bicicletta e le piste le conoscono solo sulla carta, altrimenti si renderebbero conto di questi e di altri problemi. Per esempio del pessimo stato di manutenzione delle piste, della pericolosità di molti attraversamenti, dell’assenza di connessioni, del graduale smantellamento della segnaletica verticale, della quasi totale assenza di quella orizzontale.

Anche per questo organizzeremo un tour guidato, in bicicletta naturalmente, per far vedere ai cittadini e alla stampa i “buchi neri” della malmessa rete delle piste ciclabili cittadine. Invitiamo gli assessori  Pasqualini  e Messuti a seguirci per poter verificare di persona le gravi carenze che denunciamo.

Infine, quanto all’efficacia dei percorsi promiscui, ricordiamo all’assessore al traffico che da mesi giacciono inascoltate una serie di nostre proposte, alcune delle quali a costo zero (come l’accessibilità delle corsie preferenziali alle bici) cosi come avviene in tante città a misura di bicicletta e metropoli come Berlino.

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