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“LA MALAPIANTA” DI RINA DURANTE

Dopo il Salone Internazionale del Libro di Torino “La Malapianta” di Rina Durante, (premio Salento 1964), ristampato da Zane editrice nell’ambito del progetto “Rina Durante il mestiere del narrare”, sarà presentato venerdì 6 giugno presso il Nuovo Cinema Paradiso di Melendugno alle ore 19.30

Una ristampa attesa da tantissimi che sarà festeggiata nella città natale di una delle voci più importanti della cultura salentina che meglio ne ha saputo scandagliare e narrare  la vera anima.

L’obiettivo principale del progetto è quello di stimolare un nuovo interesse letterario e antropologico intorno alla figura e all’opera di Rina Durante, avendo cura di trasmettere il valore della sua produzione letteraria e della sua ricerca antropologica alle giovani generazioni. Soprattutto Rina Durante deve tornare ad essere letta e studiata, e riportata ufficialmente al suo posto, nell’ambito dell’importante patrimonio letterario del novecento pugliese. Promuovere la conoscenza della persona, della scrittrice di romanzi, della ricercatrice e della giornalista il cui pensiero, la scrittura e lo spirito battagliero seppero restituire ad alta voce dignità e identità alla cultura popolare. La Supervisione scientifica del progetto è del Prof. Antonio Lucio Giannone – Docente di Letteratura Italiana Contemporanea – Dipartimento di Studi Umanistici – Università del Salento, che ha curato anche la ristampa del libro. Nell’ambito del progetto è stato realizzato un sito internet ufficiale dedicato a Rina Durante, www.rinadurante.it, con taglio scientifico e promozionale, contenente tutte le informazioni riguardanti l’autrice e la sua produzione letteraria, tutte le iniziative legate alla sua persona e realizzate in sua memoria.

Primo e unico romanzo di Rina Durante, “La malapianta” vide la luce nel 1964 presso Rizzoli nella collana “Zodiaco”, nella quale erano apparsi, tra l’altro, volumi di giornalisti-scrittori famosi, come Indro Montanelli e Oriana Fallaci. Ambientato nel Salento e, in particolare, in una ristretta area geografica che comprende tre piccoli comuni, Melendugno, Cannole e Calimera, il romanzo narra la storia della famiglia Ardito, composta da Teta e Rosa e dai loro rispettivi figli, in un arco di tempo che va dalla fine degli anni Trenta alla caduta del fascismo. Come afferma nell’introduzione a questa nuova edizione il prof. Antonio Lucio Giannone, “Il romanzo, di primo acchito, farebbe pensare a un’opera tipica del neorealismo al quale rimandano indubbiamente alcune caratteristiche, come l’ambientazione meridionale, la scelta di personaggi appartenenti alle classi subalterne, l’arretratezza delle condizioni di vita in cui essi vivono, nonché il riferimento a precise coordinate storiche e geografiche. Ma nel 1964, com’è noto, il contesto storico-letterario italiano era assai diverso da quello dell’immediato dopoguerra e dei primi anni cinquanta nei quali sorge e si sviluppa la tendenza neorealista.  “La mala pianta” si allontana dai canoni neorealistici e si avvicina a forme e modi più sperimentali e moderni’ di narrativa”.

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