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MODELLI E COLLABORAZIONI PER LA SOSTENIBILITA’ DEL DIRITTO ALLA SALUTE IN ITALIA ED IN EUROPA

LECCE, 5 Dicembre 2014 Hotel President Via Salandra 6

A Lecce si apre il tavolo di confronto sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale organizzato da Motore Sanità e Confindustria Lecce.

L’appello del Ministro Beatrice Lorenzin: «Salvaguardare le fasce deboli e garantire la sostenibilità del nostro sistema sanitario anche per le future generazioni».

La Sanità italiana è chiamata a sfide sempre più impegnative, per la centralità del tema salute, per l’elevata complessità, per la molteplicità e la varietà di competenze, e una di queste è certamente quella di garantire la sostenibilità del diritto alla salute. Proprio sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale oggi si apre a Lecce il convegno “La Salute dei cittadini: il SSN e i modelli e collaborazioni per la sostenibilità del diritto alla salute in Italia ed in Europa”, presso l’Hotel President, organizzato congiuntamente da Motore Sanità e dalla sezione Sanità e Sicurezza di Confindustria Lecce, con il sostegno ed il patrocinio della Città di Lecce, Regione Puglia, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, di Federsanità Anci.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin al convegno leccese ha portato il suo messaggio forte: «Garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale anche per le future generazioni e salvaguardare le fasce deboli». «Deve essere un impegno comune – ha spiegato – quello di mantenere il nostro servizio sanitario, uno dei primi in Europa, e migliorarne i risultati. Nel nostro Paese si è chiamati a confrontarsi con una serie di cambiamenti concettuali, strutturali ed organizzativi dell’intero servizio sanitario attraverso scelte di politica sanitaria che vedono l’improrogabile necessità di assicurare livelli essenziali di assistenza, soprattutto alle fasce più deboli, in continuo aumento. Si tratta di una sfida particolarmente difficile ma necessaria per continuare a tutelare il benessere dei cittadini, garantendo al contempo la sostenibilità economica del sistema».

Sergio Pecorelli, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha spiegato: «L’Aifa è in prima linea a livello europeo e internazionale nella ricerca di strategie in grado di conciliare l’accesso all’innovazione e la sostenibilità per i budget pubblici attraverso approcci negoziali innovativi con le aziende, strumenti di monitoraggio avanzati (Registri) e criteri di valutazione economica dei farmaci (prezzo e rimborso) condizionati all’efficacia degli stessi nella pratica clinica reale. La sostenibilità dei sistemi sanitari pubblici è una sfida che richiede il coinvolgimento attivo delle Istituzioni pubbliche e private, dell’industria, dell’accademia e dei cittadini e necessita di nuovi paradigmi, specie a fronte dell’ondata di farmaci promettenti ma dal costo molto elevato che si stanno affacciando sul mercato».

L’Ingegner Eliseo Zanasi, Commissario di Confindustria Lecce ha spiegato: «Consapevoli che il nostro sistema sanitario è tra i migliori al mondo, deve partire il nostro sforzo per migliorare prestazioni e servizi, passando ovviamente dal superamento di inefficienze e distorsioni che pure vi sono, ma che non debbono in alcun modo costituire il motivo per argomentare tagli orizzontali ed indiscriminati. Occorre in altri termini evidenziare e risolvere i problemi esistenti per restituire alla stessa Puglia ed ai suoi pazienti risorse preziose per ridurre il pendolarismo sanitario che di fatto finanzia il sistema sanitario di altre regioni».

Così il Presidente di Confindustria Puglia Domenico Favuzzi «Con la contemporanea formulazione di regole chiare, è necessario mettere la sanità pubblica in concorrenza con quella privata, unica molla per spingere tutti a fare meglio e a minor costo a vantaggio di cittadini e pazientiGli obiettivi fondamentali devono essere l’orientamento ai livelli essenziali di assistenza, la riduzione dei tempi di attesa, l’attenzione alla ricerca, alla formazione e all’innovazione e la valorizzazione della sanità online in relazione a quanto disposto dall’Agenda Digitale».

L’Università del Salento guarda alla sostenibilità del sistema sanitario nazionale con fiducia mettendo in campo un nuovo modello organizzativo che prende il nome di DREAM, il “Laboratorio Diffuso di Ricerca Interdisciplinare Applicata alla Medicina” che è stato presentato dal Rettore dell’Università del Salento Vincenzo Zara. «All’interno di questo nuovo modello organizzativo – la ricerca e il trasferimento tecnologico permettono di generare innovazioni di processo e di prodotto a beneficio di tutti gli utenti della struttura sanitaria, un esempio unico di integrazione tra i saperi, di spendibilità della ricerca e di virtuosa sinergia tra Università, Azienda Sanitaria Locale e territorio».

Secondo l’Avvocato Ernesto Sticchi Damiani «La necessaria riduzione del debito pubblico ed il doveroso rispetto degli obblighi e degli impegni assunti in sede comunitaria impongono una imminente riconsiderazione dell’attuale modello di welfare e del sistema di tutela della salute che consenta di raggiungere un punto di equilibrio tra sostenibilità finanziaria e garanzia di standards elevati di qualità delle prestazioni nella concorrenza tra erogatori pubblici e privati, senza aggravamenti di costi, e di stare al passo con il diritto dell’Unione Europea».

Secondo il legale Gianluigi Pellegrino «La vera svolta oggi sarebbe non già nuovi annunci di riforma ma la vera attuazione di quelle esistenti che passa necessariamente anche attraverso un maggiore rigore nell’ambito delle strutture pubbliche».

«La sfida che il decisore politico ha davanti a se – ha aggiunto Guerino Fares, Professore di Diritto Sanitario all’Università Roma Tre – è garantire efficienza del sistema ed equità sull’intero territorio nazionale nell’accesso alle cure, inclusi i prodotti farmaceutici, coniugando valori ed esigenze che possono entrare in conflitto».

L’attuale progetto di riordino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) può rappresentare una occasione per rinforzare la qualità, l’efficienza ed equità del Sistema sanitario italiano secondo Rosa Draisci, Direttore del Centro Nazionale Sostanze Chimiche dell’Istituto Superiore di Sanità«L’ISS può giocare il ruolo di terza parte tecnico–scientifica, indipendente, con lo scopo di fornire ai diversi interlocutori gli elementi essenziali per prendere decisioni basate sull’evidenza scientifica».

Il nuovo Patto per la salute 2014-2016 ha affidato all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali Agenas un ruolo privilegiato e rilevante«Le nostre parole d’ordine – ha portato il suo messaggio Francesco Bevere, Direttore Generale Agenas  saranno monitoraggio della qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati; gestione dei rischi nel sistema di governance delle aziende sanitarie, formazione manageriale, cooperazione europea e coinvolgimento delle associazioni dei malati e dei cittadini, affinchè l’Agenas divenga interlocutore privilegiato anche dei cittadini».

Giuseppe Speziale, Presidente della Commissione Sanità di Confindustria Puglia ha sottolineato: «Le sfide che il sistema italiano di tutela della salute deve affrontare richiedono interventi sia a livello di modello istituzionale, di processi di formulazione, implementazione e valutazione delle politiche pubbliche, di allocazione delle risorse economiche e monitoraggio sulla efficacia ed efficienza del loro impiego, di introduzione ed effettiva adozione di strumenti manageriali a livello di aziende sanitarie, aziende ospedaliere (pubbliche, ma anche private) e altre strutture. Ciò al fine di considerare le esigenze di carattere finanziario, l’evoluzione del contesto ambientale nel rispetto del vincolo irrinunciabile di un sistema sanitario improntato all’universalità e all’equità nell’accesso e nella fruizione dei servizi di prevenzione primaria e secondaria, diagnosi, cura e riabilitazione».

Questo è stato il commento del Consigliere della Corte dei Conti Rosario Scalia. «Alle “Carte dei servizi”, che costituiscono lo snodo tra decisione organizzativa (pubblica) ed espressione (privata) delle esigenze, va assegnato un ruolo che, ad oggi, è rimasto nell’ombra; di ciò occorre prendere coscienza. E per la loro validazione non può essere previsto solo il ricorso – come oggi prevede la legislazione – a organizzazioni rappresentative di interessi diffusi».

Di collaborazione attiva ed integrazione di rete ha parlato infine Filippo Surace, Sezione Sanità di Confindustria Lecce. «Il sistema in Puglia è in forte modificazione e per cogliere al meglio questa opportunità di cambiamento dobbiamo guardare insieme alle tantissime realtà di eccellenza presenti in ogni branca, dalla riabilitazione, all’ambulatoriale, dall’ospedalità ai supporti ortopedici, alla farmaceutica, che continuano a sostenere, al pari delle strutture pubbliche, il sistema sanitario». Nelle conclusioni ha poi affermato che «i cittadini e gli attori del sistema si aspettano molto da chi ci governa e da chi sarà chiamato a governare le politiche sanitarie a livello regionale, nazionale ed europeo. Come operatori della sanità territoriale chiediamo pari dignità tra settore pubblico e privato in modo da poter garantire efficienza dei servizi in termini di economicità, di qualità ed efficacia delle prestazioni e della tempestività dell’azione».

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