29 Ott 2025
OSSERVATORIO IMPRESA CULTURA ITALIA–CONFCOMMERCIO
La presentazione dei dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia, promosso da
Impresa Cultura Italia-Confcommercio
Si è tenuto ieri presso la sede di Confcommercio Bari – B.A.T, l’evento di lancio di Impresa Cultura Bari, il nuovo coordinamento territoriale di Confcommercio Bari dedicato al mondo delle imprese culturali e creative. La presentazione ha fatto da cornice alla condivisione dei dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia, promosso da Impresa Cultura Italia – Confcommercio, il Coordinamento nazionale nato per dare voce unitaria in Confcommercio al settore culturale e creativo, e realizzato in collaborazione con SWG.
Le rilevazioni effettuate nel mese di luglio 2025 delineano trend di consumo culturale positivi e di grande interesse. In Puglia, la distinzione tra “cultura” e “tradizione” tende a dissolversi: feste popolari, sagre, processioni religiose e riti comunitari non rappresentano semplici eventi folklorici, ma costituiscono il principale strumento attraverso cui le comunità vivono, producono e trasmettono cultura.
Quanto spendono i Pugliesi in cultura?
Nel complesso la cultura riveste un ruolo particolarmente importante per gli abitanti della regione tanto che quali la metà di essi – il 46% – la considera un’opportunità per apprendere e ampliare i propri orizzonti.
Negli ultimi 12 mesi, la spesa media mensile familiare destinata alla cultura è stata di € 93,2.
Come viene percepita l’offerta culturale?
Tutte le declinazioni dell’offerta culturale in Puglia superano il grado di soddisfazione sufficiente: oltre la metà dei pugliesi, infatti, la valuta buona o ottima, il 64% ritiene che l’offerta culturale della propria città rappresenti l’identità locale e 7 cittadini su 10 interpretano la cultura come leva di sviluppo territoriale. A ciò si aggiunge che per il 72% degli intervistati l’offerta culturale contribuisca a rendere la città più viva e piacevole e che il 70% ritiene che la cultura rafforzi l’economia locale e funga da importante attrattore turistico.
Weekend culturali: il 66% dei partecipanti soggiorna in strutture private a beneficio dell’intera filiera turistica
La formula del pacchetto «weekend culturale», ritenuta particolarmente attrattiva da 2 italiani su 3 nella rilevazione nazionale del 2024, riscuote un successo ancora superiore in Puglia. Questo è vero sia che si tratti di un weekend da regalare sia che questo rappresenti un dono ricevuto, opzione maggiormente apprezzata dal campione (7,1% rispetto al 6,7% nazionale) e, nello specifico, nella provincia di Bari dove la percentuale raggiunge il 7,4%. I soggetti interessati dichiarano di essere disposti a destinare fino a € 200 a persona per l’acquisto di un weekend culturale, stima molto promettente che arriva a € 243 relativamente a quei consumatori che già praticano i weekend culturali.
Un dato interessante è rappresentato dal 66% di rispondenti che, dedicandosi a un weekend culturale nella propria regione o al di fuori, hanno soggiornato almeno una notte in una struttura alberghiera privata, incentivando dunque anche altri comparti della filiera turistica.
Festival: circa il 50% dei Pugliesi partecipa
Sono le fiere e le rassegne musicali le tipologie di festival maggiormente apprezzate dagli intervistati pugliesi rispettivamente con il 56% e 55%: di questi, il 61% di chi ha preso parte a una fiera negli ultimi 12 mesi appartiene alla fascia di età superiore ai 55 anni, mentre il 61% di chi ha seguito un festival musicale si colloca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni.
Questa forma di evento che comprende anche festival letterari, scientifici e feste popolari e sagre, nell’ultimo anno ha riscontrato l’interesse del 48% dei Pugliesi, spingendo anche 1 cittadino su 3 al di fuori della propria città. È, inoltre, interessante notare come 2 visitatori su 5 approfittano del festival per visitare anche la città ospitante, un dato che dà un positivo slancio all’integrazione tra cultura e turismo esperienziale.
La Notte della Taranta di Melpignano e la manifestazione musicale dei Battiti Live sono stati i due eventi più partecipati dal campione ma, come anche in Emilia-Romagna, la lista di festival citati è molto ampia e diversificata a conferma del fatto che in Puglia si sceglie se partecipare o meno a un festival occasionalmente, dunque in base al programma e ai contenuti trattati. Soltanto un esiguo 14%, infatti, si è definito un habitué dei festival e interessato a prendervi parte quado possibile come semplice occasione di svago. Sebbene la maggior parte dei partecipanti sia solita recarsi in giornata al festival di interesse (75%) e molto spesso in compagnia di amici (83%), c’è anche chi, a fronte di un maggior impegno economico, riesce a soggiornare per almeno una notte in una struttura alberghiera, rilanciando così l’intero impianto turistico del territorio con una spesa media totale pari a circa € 460.
In Puglia la tradizione non è il passato, ma la principale infrastruttura del presente culturale La ricerca mostra che in Puglia la cultura viene vissuta come un’esperienza collettiva e di appartenenza identitaria più che individuale, tanto che 1 giovane su 4 di età compresa tra i 18 e i 34 anni associa la cultura al piacere di condividere momenti di qualità con gli altri, segno di una forte dimensione comunitaria. Emerge anche una distinzione quasi inesistente tra cultura e tradizione: feste popolari, sagre e riti religiosi rappresentano la forma più autentica e partecipata della produzione culturale e strumenti capaci di generare turismo esperienziale, sviluppo economico e coesione sociale.
Il problema della stagionalità
L’offerta culturale pugliese si concentra in estate: tra giugno e agosto, infatti, si registra il 63% delle iniziative totali. Che l’estate rappresenti il tempo simbolico e produttivo della cultura pugliese trova una duplice spiegazione: quella turistica, legata ai flussi turistici estivi in aumento anche per la presenza del mare, e quella tradizionale dovuta al fatto che in estate si tengono le feste patronali, le sagre e gli eventi religiosi in occasione del rientro dei Pugliesi che vivono all’estero o nel Nord Italia. Solo il 14% percepisce un’offerta “distribuita tutto l’anno”.
di Adriana Greco



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