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PERRONE: “ASSUNZIONI IRRISORIE NELLA ASL DI LECCE”

Il sindaco Paolo Perrone critica le scelte della Regione Puglia: “Nel Salento i servizi degli ospedali dismessi non potranno essere ripristinati”

“Finalmente si riparte con le assunzioni, dopo tre anni di tagli agli ospedali. Ma non a Lecce. Mentre in tutto il territorio regionale, infatti, la Regione Puglia consentirà l’ingresso a un numero cospicuo di unità così ripartite, 418 unità nella Asl di Bari, 158 in quella di Taranto e 60 in quella di Brindisi, ne sono previste soltanto 29 nella Asl salentina.

Considerato che molti dei servizi sanitari legati alla riconversione degli ospedali dismessi non sono stati ancora ripristinati proprio a causa della mancanza di personale, questa operazione firmata dalla Regione Puglia ci dimostra ancora una volta che per quanto riguarda la provincia di Lecce non esiste alcuna volontà di affrontare e di risolvere il problema. È ovvio e palese, ormai, che per Vendola i leccesi continuano a essere “pugliesi di serie B”. Ciò che ci preoccupa seriamente, però, è che addirittura il diritto alla salute venga inficiato da questa disparità oggettiva. Dopo la acclamata disattenzione nei confronti della cultura del Salento, della sua economia, del suo sistema sociale, la giunta regionale si rende protagonista di una ingiustizia che toccherà i salentini anche nel loro diritto alla salute.

Siamo lieti, qui a Lecce, che il governatore e l’assessore al ramo della Regione esternino la loro gioia e la soddisfazione per queste nuove assunzioni. Hanno dichiarato di essere felici di non essere più prigionieri del piano di rientro e di poter finalmente procedere alle assunzioni. Peccato soltanto che questa buona notizia non riguarderà Lecce e il Salento. Dunque, noi non abbiamo nulla di che rallegrarci.

Che la delibera sia iniqua l’ha evidenziato anche Sergio Blasi, consigliere regionale del PD: una scelta così sbagliata risulta indifendibile.

La mia vicinanza va ai cittadini del Salento, come quelli di Gagliano del Capo, Nardò, Campi Salentina e Maglie che probabilmente attendevano con ansia questo provvedimento. Hanno dovuto ricredersi, ancora una volta, e aggiungere una nuova delusione alla lunga collezione che la Regione Puglia ha purtroppo maturato nei confronti del nostro territorio”.

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