7 Mag 2015
PINO APRILE PRESENTA A DIALOGOS “TERRONI ‘NDERNESCIONAL”
Alla Rassegna Culturale Dialogos, organizzata dal Comune di Poggiardo/Assessorato alla Cultura, Pino Aprile presenta sabato 9 maggio alle ore 10.30, nella sala conferenze del Palazzo della Cultura in piazza Umberto I, il suo ultimo libro“Terroni ‘ndernescional”.
In “Terroni ‘ndernescional” Aprile ritorna sui temi di “Terrroni” e sullo schema della colonizzazione del Nord dell’Italia ai danni del Sud in maniera inoppugnabile e con un sorprendente confronto tra quello che avvenne tra il Piemonte e la Sardegna, tra la Germania Ovest e la Germania Est e tra i paesi del Nord dell’Europa e quelli mediterranei…
“Ho cercato di capire perché sia di fatto assente la Sardegna nella nostra storiografia, e sono finito in Germania Est, sulla scia di un modo per rendere minoritari alcuni paesi e la loro gente, che i tedeschi ora vorrebbero estendere all’intera Unione Europea. Se “terroni” vuol dire considerare l’altro qualcosa di meno, l’Europa mediterranea rischia di essere “terronizzata”, a partire dalla Grecia. Dopo l’Unità d’Italia fatta con una guerra non dichiarata, massacri e saccheggi, sono stati scritti un numero sterminato di libri per indagare e spiegare “il ritardo” (che non c’era) del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia. Ma dai confronti fra ex Regno delle Due Sicilie e Piemonte, è venuta fuori la Sardegna. L’isola, che pure portò ai Savoia la dignità regale (il Piemonte non era Regno, la Sardegna sì), divenne “una fattoria” di Torino e Genova; i suoi abitanti esclusi dallo sfruttamento delle risorse locali, il suo territorio dalla realizzazione di infrastrutture. La Sardegna governata dai Savoia, al momento dell’Unità era la regione con meno strade, più analfabeti e manco un metro di ferrovie. Fu il vero Sud; il primo. Ogni forma di discriminazione è funzionale a un progetto economico. E quei criteri sono stati adottati, dopo il crollo del muro di Berlino, nel 1989, dalla Germania Ovest a danno di quella Est, letteralmente saccheggiata e colonizzata (sono termini usati dagli analisti tedeschi)”.



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