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Porto Cesareo: in prima linea contro le trivelle!

Nel consiglio comunale del 25 novembre 2014 l’Amministrazione Comunale di Porto Cesareo ha ribadito ancora una volta il suo fermo e categorico NO alle richieste delle attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi nel mare Ionio e lungo le coste Salentine e Pugliesi.

Una delle istanze pervenute in Provincia interessa un’aria di oltre 4 mila chilometri quadrati nello Ionio e si estende da Taranto a Santa Maria di Leuca a una distanza di circa 12 miglia della costa. E’ in particolare quest’istanza che, ancora più delle altre,  espone il territorio di Porto Cesareo  a grave rischio di  danneggiamento, in particolar modo per quanto riguarda gli habitat e gli ecosistemi marini dell’Area Marina Protetta.

Dopo gli incontri tenutesi presso la Provincia di Lecce, in presenza del Presidente Gabellone, di altri Sindaci dei Comuni rivieraschi, nonché di altri autorevoli rappresentanti politici salentini, ieri mattina il Sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, ha firmato la propria adesione al documento di salvaguardia del Mare Ionio ed Adriatico dall’estrazione in mare di idrocarburi.

Il documento, redatto dai Comuni facenti parte della cabina di regia (5 comuni tra cui Porto Cesareo), in collaborazione con l’ufficio ambiente e l’ufficio presidenza della Provincia di Lecce, esprime ferma contrarietà a qualsiasi attività di ricerca e di estrazione di idrocarburi lungo le coste salentine e pugliesi ed è diretto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare e al Presidente della Regione Puglia. Lo stesso documento ha inteso promuovere una moratoria europea sulle attività di idrocarburi nonché attivare tutte le possibili procedure giudiziarie per impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto sblocca Italia.

Il Sindaco Salvatore Albano sull’argomento dichiara: “ Abbiamo già espresso due anni fa pubblicamente il nostro parere contrario, sia in presenza di una delle società interessate a tali tipi di investimenti sia con una prima delibera di consiglio comunale,  ma nessuno ci ha ascoltati.

Continueremo ad attivarci in tutti i modi possibili in sinergia con tutto il Salento, cercando di coinvolgere il maggior numero di attori, partendo dalle istituzioni locali e nazionali, con l’obiettivo di bloccare le trivellazioni nei nostri mari e  salvaguardare così  l’ambiente costiero e i fondali marini, tutelare il nostro bellissimo patrimonio paesaggistico e la nostra economia locale che vive in grandissima parte di pesca e turismo.

E’ assurdo che in un territorio con tanti vincoli ambientali a soli 12 miglia dalla costa si possano permettere, d’imperio, delle attività così impattanti per l’ecosistema marino, con tutto il danno che ne consegue dal punto di vista turistico ed economico!”.

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