9 Mar 2026
Progetto ‘Terra d’Arte, il viaggio continua
Da Col Vetoraz in esposizione, sei installazioni dello scultore bellunese
Raul Barattin
Prosegue il viaggio di Terra d’Arte, il progetto ideato da Col Vetoraz che da cinque anni
intreccia in modo virtuoso territorio, arte e vino in un dialogo in continua evoluzione. Protagonista
di questa nuova tappa sono le opere dello scultore bellunese Raul Barattin: sei creazioni che
trasformano la sala degustazione in uno spazio di intensa suggestione, dove materia e ispirazione si
fondono in un racconto profondo e contemporaneo del territorio.
Raul Barattin è un artista che trasforma la materia in emozione e il segno in racconto. Le sue
opere non si limitano a essere osservate: si attraversano, si respirano, si sentono sulla pelle. Ogni
creazione diventa uno spazio sospeso, dove luce, forma e materia dialogano dando vita a
un’esperienza intima e potente. Cirmolo, tiglio o legno assemblato alla resina policroma, sono le
tipologie utilizzate per la realizzazione delle sue opere, che possono essere ammirate in sede da Col
Vetoraz per i prossimi quattro mesi.
«La mia ricerca», spiega Raul Barattin, «indaga l’evoluzione della figura umana contemporanea e
il suo rapporto con l’esistenza. Attraverso linee di forza che incidono la materia, la plasmano e la
spingono fino al limite della corrosione, costruisco presenze che nascono da un dialogo intenso tra
forma ed energia. La figura si frammenta, sul piano concettuale e materico, diventando dinamica,
in azione e al tempo stesso in riflessione. Le mie creature conquistano lo spazio con impeto, lo
avvolgono e vi si espandono come esplosioni primordiali di corpi celesti, generando una tensione
continua tra densità e movimento.»
- GUARDANDO PROFONDAMENTE DENTRO ME STESSO. Realizzata in legno di
cirmolo, rappresenta il volto introspettivo di un giovane uomo alla ricerca, in modalità
profonda, della sua identità scalfita, segnata da un mondo contemporaneo dominato dalle
guerre e impoverito nei valori. - ARDERE D’AMORE CORRERE E NON BRUCIARE MAI. Opera in legno di cirmolo,
raffigura un atleta che corre, con un cuore che arde d’amore, un sentimento talmente grande
che più corre più arde! - REFLECTION. Realizzata in legno di tiglio, rappresenta una figura umana accovacciata,
pensante e rannicchiata, serena nei suoi intimi pensieri. Lo sguardo scivola verso valle,
verso mondi lontani. I cubi in legno di cui è composto formano un pixel contemporaneo di
materia e spazi. - UMANITÀ. Opera in legno e resina policroma, rappresenta una figura di uomo, scavata nei
sentimenti e nel profondo della propria anima. La materia prende vita e si trasforma alla
ricerca dell’assoluto. - ON THE LIVING SKIN (Sulla pelle viva). Opera in legno e resina policroma, rappresenta
una figura di uomo, la cui superficie è solcata da fenditure che sembrano strade, come
percorsi di vita. La superficie è materica, corrosa da una ruggine primordiale, presagio di
distruzione. - HURRAYA. In legno e resina policroma, rappresenta una figura di donna. Le mani
costrette, imprigionate nella sua stessa veste, trasmettono un messaggio potente,
l’impossibilità di essere libera. Un urlo silenzioso a rappresentare “La violenza sulle donne”.
Raul Barattin, bellunese classe 1970, vive e lavora a S. Martino di Chies d’Alpago (Belluno).
Formazione artistica e laurea in Architettura a Venezia, oggi è docente di scultura. Barattin ha al
suo attivo un numero esposizioni personali e collettive, ha inoltre collaborato ad installazioni per
molte opere pubbliche nei comuni di Chies d’Alpago, Tambre, Belluno, Longarone, Asiago ect. La
forza concettuale e la bellezza delle sue opere gli sono valse vittorie e riconoscimenti in molteplici,
prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali.
Le colline del Conegliano Valdobbiadene, terra dal valore inestimabile, diventano così vera e
propria casa per realizzazioni altrettanto preziose portatrici di messaggi potenti, impattanti,
attuali. Un’esperienza emozionale che vi invitiamo a vivere, unendo al piacere visivo quello
degustativo, in un luogo unico come la terrazza panoramica antistante la sede di Col Vetoraz,
immersi in un paesaggio di bellezza incredibile, immancabilmente accompagnati da calici di
indiscussa eccellenza.
Per informazioni: accoglienza@colvetoraz.it – www.colvetoraz.it
Col Vetoraz Spumanti S.p.A.
Situata nel cuore della Docg Valdobbiadene, la cantina Col Vetoraz si trova a quasi 400 mt di altitudine, nel punto più
alto dell’omonimo colle parte delle celebri colline del Cartizze. È proprio qui che la famiglia Miotto si è insediata nel
1838, sviluppando fin dall’inizio la coltivazione della vite. Nel 1993 Francesco Miotto, discendente di questa famiglia,
assieme all’agronomo Paolo De Bortoli e all’enologo Loris Dall’Acqua hanno dato vita all’attuale Col Vetoraz, una
piccola azienda vitivinicola che ha saputo innovarsi e crescere e raggiungere in soli 25 anni il vertice della produzione
di Valdobbiadene Docg sia in termini quantitativi che qualitativi, con oltre 2.300.000 kg di uva Docg vinificata l’anno
da cui viene selezionata la produzione di 1.250.000 di bottiglie. Oggi, raggiunti i 30 anni la sfida è quella di riuscire a
mantenere nel tempo questa importante posizione conquistata. Grande rispetto per la tradizione, amore profondo per il
territorio, estrema cura dei vigneti e una scrupolosa metodologia della filiera produttiva e della produzione delle grandi
cuvée, hanno consentito negli anni di ottenere vini di eccellenza e risultati lusinghieri ai più prestigiosi concorsi
enologici nazionali ed internazionali



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