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Riducono in fin di vita due rumeni: altri arresti a Taurisano

Gli investigatori del Commissariato di P.S. di Taurisano nelle prime ore di questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP dr. Giovanni Gallo su richiesta del P.M. dssa Stefania Mininni nei confronti di SCARLINO Pierluigi nato a Casarano nel’75, MARUCCIA Giovanni nato in Francia nel’78, SCARLINO Massimiliano nato a Casarano nel’75, ATTANASIO Rocco William nato a Gagliano del Capo nel’91 .   Il 18 gennaio scorso alle ore 21.15 gli agenti del Commissariato intervenivano in via Negri, a Taurisano, in ausilio di personale medico del 118 che stava soccorrendo una persona in fin di vita.      Giunto sul posto, il personale operante accertava che i sanitari del 118 erano intenti a soccorrere due giovani di nazionalità rumena, di 21 e 23 anni, che erano stati aggrediti all’interno di un appartamento sito al seminterrato dell’immobile del civico 18.   Considerate le condizioni di salute, i due venivano ricoverati all’Ospedale di Casarano dove, dopo le cure del caso, veniva redatto referto medico con prognosi di gg.10 per “trauma cranico” per uno e prognosi di gg.45 per “trauma cranico con ferita da taglio alla regione parietale destra e per cefalea residua con vertigini e rimozione dei punti di sutura”.   Al fine di accertare la dinamica dei fatti, venivano ascoltati alcuni testimoni che erano presenti nel momento dell’aggressione avvenuta all’interno di due abitazioni vicine, situate nello stesso seminterrato.   La madre di una delle vittime ha spiegato agli agenti che, poco prima, erano giunti nella loro abitazione due italiani che avevano aggredito il figlio colpendolo con una mazza da baseball. Anche il fratello della seconda vittima, che aveva assistito all’aggressione, aveva raccontato ai poliziotti che, in quel momento si trovava a casa del fratello il quale gli stava raccontando che nel pomeriggio precedente, in P.zza Fontana , nei pressi di un bar, stava insieme ad un altro loro fratello e ad un cugino e, all’improvviso, venivano minacciati e schiaffeggiati da un giovane di Taurisano, conosciuto con il nome di SAMUEL e da altri suoi amici.   Proprio mentre stavano parlando, era entrato in casa loro quel Samuel di cui si discuteva, insieme ad altri e due individui a loro sconosciuti e, mentre uno di essi teneva bloccato il fratello di spalle per le braccia, SAMUEL gli sferrava alcuni colpi con un coltello a punta di lama piuttosto lunga, colpendolo sulla caviglia della gamba sinistra, sulla coscia sinistra ed all’interno della coscia destra all’altezza dell’inguine.   Nel frattempo, gli altri amici del SAMUEL aggredivano l’altro loro fratello che veniva colpito nella parte sinistra del capo con una mazza da baseball e con un coltello tanto da renderlo in fin di vita. Nel contempo anche un cugino di quest’ultimo veniva lievemente ferito con la mazza a baseball.   Da successivi accertamenti si accerterà che gli autori di questa ulteriore aggressione furono i gemelli SCARLINO per quanto riguarda il ferito più grave e MARUCCIA Giovanni per il ferito lieve.   Il Samuel, noto alle forze dell’ordine, veniva rintracciato la sera stessa per le vie del paese ed identificato per Samuel DEL Nilo, pregiudicato di Taurisano di 34 anni, il quale, sentito dai poliziotti, pur offrendo una diversa ricostruzione dei fatti, confermava di aver prelevato un coltello rinvenuto nei pressi dell’abitazione dei cittadini rumeni e di averli colpiti, solo che, a suo dire, lo avrebbe fatto per difendersi. Quella stessa notte, Del Nilo veniva tratto in arresto per concorso nell’aggressione e per aver portato fuori dalla propria abitazione, senza giustificato motivo, un bastone ed un coltello affilato e di essersi introdotto nell’abitazione dei rumeni violandone il domicilio.   Dall’ascolto dei testimoni, dalla compatibilità delle ferite con quanto riferito dalle vittime, si appurava che i gemelli Scarlino Massimiliano e Pierluigi e Maruccia Giovanni avevano partecipato armati ad una vera e propria spedizione punitiva; Del Nilo Samuel, armato di coltello, aveva a sua volta partecipato all’aggressione colpendo e ferendo una delle vittime. Attanasio Rocco William, mentre Del Nilo colpiva la vittima con il coltello, gli teneva ferme le braccia affinchè non potesse difendersi.        Vi è da mettere in evidenza, che i fratelli gemelli SCARLINO Pierluigi e Massimiliano, di anni 39, e Maurizio di anni 46, soprannominati “cioccia”, sono cugini del più noto pluripregiudicato SCARLINO Giuseppe detto “Pippi Calamita”, ergastolano, capo del clan della s.c.u. operante in zona e paesi limitrofi, dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché alle rapine ed alle estorsioni; i predetti, così come emerso nel corso degli anni dalle numerose indagini esperite su tale sodalizio mafioso, ne facevano parte, occupando un ruolo nel campo della detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.      La zona di Taurisano e paesi limitrofi ha pagato un tributo altissimo negli scorsi decenni al crimine organizzato e per anni queste strade sono state insanguinate da delitti di mafia e pertanto l’episodio accaduto la sera del 18 gennaio u.s., è apparso anche agli occhi della popolazione locale raid punitivo, con tanto di irruzione improvvisa che ha colto impreparati i cittadini rumeni che sono stati aggrediti davanti agli occhi di altre persone che per timore di rappresaglie contro la propria persona hanno preferito dichiarare di non conoscere i personaggi: infatti, M.Q., pregiudicato, escusso a s.i., riferiva di non aver avuto il tempo di vedere chi fossero gli aggressori, ma le dichiarazioni delle persone offese e dei testimoni lo smentiscono.   Pertanto, il comportamento M.Q., che conosce molto bene i soggetti in questione assieme ai quali talvolta è stato notato nei pressi di alcuni bar della zona, integra certamente il reato di favoreggiamento personale, avendo omesso di riferire al personale operante chi fossero gli autori del fatto criminoso, intralciando, così, non solo le indagini, ma dando ai suddetti soggetti la possibilità di eludere le investigazioni a loro carico e sottrarsi all’applicazione della legge.   A questo si aggiunga che M.Q., subito dopo l’aggressione ai cittadini rumeni, nonostante le numerose chiazze di sangue presenti nella sua stanza, sebbene il personale operante intervenuto sul posto lo avesse avvisato di tenersi a disposizione, chiudeva a chiave la porta della sua stanza e si allontanava dalla scena del delitto, per farvi ritorno dopo circa tre ore, sollecitato dalla telefonata da parte del proprietario dell’abitazione che lo aveva informato che la Polizia lo stava cercando; tale ulteriore comportamento di M.Q. ha intralciato per oltre tre ore il lavoro della Polizia Scientifica lì intervenuta per i dovuti rilievi tecnici.   Per tali motivi, quindi, è stato indagato per il reato di favoreggiamento personale.   La conferma della partecipazione al raid punitivo dei quattro è la circostanza che essi vennero fermati pochi minuti dopo l’aggressione a bordo dell’auto di un altro fratello dei gemelli Scarlino da una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Taurisano.   Dopo alcuni mesi di indagine è scattata anche per gli altri quattro la custodia cautelare per lesioni gravi e violazione di domicilio.

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