19 Set 2026
Domenica 20 settembre chiude la Rassegna cinematografica Evò ce Esù Visioni di Parco Palmier
Si conclude domenica 20 settembre al Parco Palmieri di Martignano la dodicesima edizione di Evò ce Esù Visioni – Incontri di confine tra visi e parlate, la rassegna dedicata al cinema delle lingue minoritarie che per tre giorni ha portato nel cuore della Grecìa Salentina film, incontri, progetti artistici e percorsi di riflessione dedicati alla biodiversità linguistica e culturale.
La giornata conclusiva prende il via alle 18.30 con Parole Meridiane, l’appuntamento realizzato insieme a La Scatola di Latta, con Claudia Fabris, La Cameriera di Poesia, e la nuova edizione di Parole Sottosale, pubblicata da AnimaMundi Edizioni.

Un incontro concepito come una sosta e un cerchio di voci, senza cattedre né palchi, nel quale abitanti e viandanti potranno condividere storie, esperienze, gesti di cura e racconti del proprio abitare al Sud. Nel corso dell’appuntamento sarà proposta anche un’anteprima di Fare Sud – Atlante Civico del Meridione Possibile, la pubblicazione di Scrivere poesia che raccoglie oltre 200 storie di rigenerazione, attivismo e politica creativa nate nel Mezzogiorno.
A partire dalle 19.30, il programma cinematografico della giornata conclusiva propone un percorso tra Griko, Teochew, Sardo, Sami, Corso, Groenlandese e Cornish, confermando la vocazione di Evò ce Esù Visioni a mettere in relazione lingue, territori e comunità attraverso il cinema.
Ad aprire la serata sarà Cine Fotìa – video poesie grike, di Esterno Notte e Manuela Pellegrino, realizzato per l’Associazione Festa de lu Focu di Zollino. I quattro video – Anichìa, Bandiere e quadretti, Klàmata asce jèma e I agàpi ène ‘nan jalì – fanno parte di un progetto dedicato alla poesia etnografica in griko, nel quale la poesia diventa strumento per raccontare la lingua dall’interno, intrecciando tradizione, ricerca antropologica ed esperienza personale.
Seguirà Saracostì, di Sandra Abbate, corto del 2026 in lingua grika, realizzato nell’ambito del progetto Fonè, simàia, akòne, loja stin Grecìa Salentina dell’I.C.S. di Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto e Melpignano. Al centro del film è la figura della Saracostì, conosciuta anche come Coremma, il fantoccio con le sembianze di un’anziana donna vestita a lutto che durante la Quaresima viene esposto nei paesi della Grecìa Salentina e che rimanda all’antico mito greco delle tre Moire.
Dalla Cina arriva A summer’s end poem, di Lam Can-zhao, cortometraggio del 2024 in lingua teochew. Un ragazzo di campagna, poco prima della fine delle vacanze estive, spende i propri risparmi per realizzare il sogno di un’acconciatura “da città”, in una storia delicata sul passaggio dall’infanzia all’età adulta e sulla fine poetica dell’estate.
Sarà poi la volta di Mata mama, di Nicola Onnis, cortometraggio italiano del 2025 in sardu, che racconta la vicenda di Chiara, una giovane aspirante attrice alle prese con un momento complicato della propria vita.
La serata proseguirà con Sami Song of Survival, documentario di Iara Lee, prodotto in Norvegia nel 2025 e dedicato al popolo Sami e alla sua lunga lotta contro l’oppressione, il colonialismo, il razzismo istituzionalizzato e la repressione della propria cultura e lingua. Attraverso l’arte e la resilienza culturale, il documentario racconta la rivendicazione del diritto a esistere e prosperare nelle terre ancestrali.
Dalla Francia arriva Morra Murrina!, di Michè D’Onofrio, cortometraggio del 2024 in corso. Il protagonista Battì, discreto e riservato, deve sostituire all’ultimo momento l’amico Pierrot nel campionato regionale di Morra, tradizionale gioco di mano nel quale l’esuberanza è fondamentale. Per provare a vincere, dovrà trovare il modo di superare la propria timidezza.
Sarà quindi proiettato Ivalu, di Anders Walter e Pipaluk K. Jørgensen, cortometraggio del 2024 in groenlandese. La scomparsa di Ivalu spinge la sorellina a cercarla nella vasta natura della Groenlandia, in un racconto nel quale il paesaggio diventa parte integrante del mistero.
Il cinema della lingua cornica sarà rappresentato da Lymp, di Harry Faint, cortometraggio britannico del 2024. Ambientato durante una lezione di educazione fisica in una scuola secondaria della Cornovaglia, il film racconta il tentativo di un nuovo studente di nascondere la propria identità per riuscire a integrarsi.
A chiudere il percorso cinematografico sarà Mamas in Umbra, docufilm di Viviana Mura, prodotto in Italia nel 2025, in sardu e italiano. Il film affronta la storia dell’internamento psichiatrico femminile in Sardegna, dall’Ottocento fino alle soglie della riforma Basaglia, intrecciando testimonianze, documenti e ricostruzioni drammatiche. Al centro tre storie emblematiche di donne internate, mentre le voci in lingua sarda emergono come atto di resistenza e memoria.
L’ultima giornata raccoglie così alcuni dei fili che hanno attraversato l’intera dodicesima edizione: la lingua come patrimonio vivo, la memoria come forma di cura, il cinema come strumento di ascolto e i territori come luoghi capaci di custodire identità e generare futuro.
Da Martignano, Evò ce Esù Visioni chiude la sua dodicesima edizione confermando la propria vocazione a costruire ponti tra comunità linguistiche differenti e a portare al centro dello sguardo cinematografico quelle culture e quei territori che spesso rimangono ai margini.
Come sottolinea il Direttore artistico Pantaleo Rielli, «Evò ce Esù Visioni conferma la propria vocazione: usare il cinema come strumento per attraversare confini linguistici e culturali, restituire visibilità alle lingue nascoste e raccontare territori fragili non come periferie, ma come luoghi capaci di generare partecipazione, memoria e futuro».
Evò ce Esù Visioni – Incontri di confine tra visi e parlate
18–20 settembre 2026 | Parco Palmieri – Martignano



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