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ALMA, ESPLORAZIONE FOTO-PITTORICA DI RICORDI PERSI

DA DOMENICA 19 NOVEMBRE L’ESPOSIZIONE DELLE POETRY-BOX DI ANGELO PACIFICO NEGLI SPAZI DEL BOOK SHOP DEL MUST

INAUGURAZIONE ORE 12

PRIMA STAZIONE DEL PROGETTO DI PICCOLE MOSTRE “LA TRASPARENZA DEL TEMPO”

Piccole scatole dove possono tornare a raccontarsi frammenti di vita, un incontro, una perdita, un’ombra, un amore lontano.
Sono le “poetry box” di Angelo Pacifico, in mostra da domenica 19 novembre negli spazi del BookShop del MUST by Musticiu Cafe’ Bistro’, via degli Ammirati 11, per il progetto di piccole mostre “la trasparenza del tempo”, patrocinato dal MUST, ideato e curato da Sebastiano Poso, Carla D’Elia, Carla Petrachi.

Di “Alma”, esplorazione foto-pittorica di ricordi persi, il suo autore Angelo Pacifico dice: “Nell’arte relazionale l’idea artistica si plasma in base alla storia del luogo e degli uomini che l’hanno vissuto…e ognuno apporta all’opera un contributo unico e speciale. Da sempre affascinato dalle storie dimenticate e dai racconti perduti, mi piace indagare nel ricordo e in quella malinconia evocata dalle tracce di vita presenti in una immagine, in un paesaggio o in un racconto.

L’ultimo approdo è la Poetica delle foto dimenticate: ogni immagine ritrovata ha un passato, una storia perduta, spesso rievocata da dediche o date impresse sul retro delle immagini. Avere tra le mani quelle foto è l’inizio di un viaggio, è un presente raccontato. Qual è la storia di quei volti? Come sono arrivati a me? Perché proprio adesso? In quel preciso momento le macchie, le parti mancanti non sono difetti, ma altre parti della storia. Ed io sono il tramite verso il prossimo viaggio di questi ricordi. La parola che do alle immagini è quella del loro presente. Le poesie che poi vi aggiungo, e affido, sono il messaggio per chi le ritroverà la prossima volta”.
Basta dunque poco e una vecchia foto abbandonata grazie a un delicato e sapiente intervento diventa “punto di partenza per l’intervento pittorico e per il racconto poetico”.

Ed è proprio questo a rendere occasione molto particolare e suggestiva “Alma”, che si aprirà domenica alle 12 e proseguirà fino al 2 dicembre, perché chiunque ne abbia desiderio o curiosità potrà portare una cara, abbandonata, vecchia foto, e lasciare che riprenda vita, tornando a dire e a dirsi.

Il progetto “la trasparenza del tempo” proseguirà dunque con la seconda stazione “Mutamenti”, di Manuela Antonaci, dal 16 al 29 dicembre.

Note sull’artista

ANGELO PACIFICO
Co-Fondatore nel 2008 dell’associazione culturale ART-TOO, si occupa di arte contemporanea, percorsi di arte relazionale, progettazione e costruzione di opere collettive e di

installazioni pubbliche.

La pittura, il disegno e la scultura sono per lui lo strumento che consente di porre l’attenzione su temi che vanno oltre l’Opera.

Oltre ad una personale “ricerca” e applicazione nel campo dell’arte contemporanea, da anni approfondisce lo studio dell’arte collettiva; questo percorso passa anche attraverso l’insegnamento nella formazione aziendale o in gruppi teatrali, lavorando come docente d’arte all’interno di master in comunicazione creativa attraverso l’arte contemporanea, connessa con le diverse realtà da cui provengono i partecipanti.

Nell’arte relazionale l’idea artistica si plasma in base alla storia del luogo e degli uomini che l’hanno vissuto…e ognuno apporta all’opera un contributo unico e speciale.

Da sempre affascinato dalle storie dimenticate e dai racconti perduti, lo interessa e lo coinvolge indagare nel ricordo e in quella malinconia evocata dalle tracce di vita presenti in una immagine,
in un paesaggio o in un racconto.

L’ultimo approdo di Angelo Pacifico è la Poetica delle foto dimenticate: “ogni immagine ritrovata ha un passato, una storia perduta, spesso rievocata da dediche o date impresse sul retro delle immagini. Avere tra le mani quelle foto è l’inizio di un viaggio, è un presente raccontato. Qual è la storia di quei volti? Come sono arrivati a me? Perché proprio adesso? In quel preciso momento le macchie, le parti mancanti non sono difetti, ma altre parti della storia. Ed io sono il tramite verso il prossimo viaggio di questi ricordi. La parola che do alle immagini è quella del loro presente. Le poesie che poi vi aggiungo, e affido, sono il messaggio per chi le ritroverà la prossima volta”.

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