29 Ott 2026
CASE DI COMUNITÀ ASL LE, PAGLIARO: ATTIVA SOLO UNA A MATINO, LE ALTRE IMPROVVISATE E SENZA SERVIZI DI BASE, O ANCORA CANTIERI
“Continua la nostra operazione verità sulle case di comunità realizzate nel territorio dell’Asl Lecce. Dopo lo scontro del 19 ottobre scorso in Commissione Sanità, dove l’assessore Donato Pentassuglia ci urlò stizzito (nonostante noi avessimo sottolineato che i ritardi li aveva ereditati e non erano sua responsabilità): ‘Non mi smentirete mai!’, siamo andati a verificare sul campo – come sempre facciamo – se le 17 case di comunità che secondo la relazione dell’assessore sarebbero ‘attivate e attestate’, siano effettivamente operative.
“In premessa, c’è da fare una precisazione che l’assessore ha omesso in Commissione: delle 17 case di comunità dichiarate, soltanto una è ‘nativa’ (cioè costruita ex novo) e rientra fra quelle che si dovevano realizzare con i fondi PNRR della Missione Salute. È quella di Matino, come noi stessi avevamo riscontrato nella nostra precedente ispezione del 14 ottobre scorso. Le altre 16, invece, sono state realizzate ‘in overbooking’, cioè con fondi della Regione: 50mila euro ciascuna ‘al fine di adeguare i locali alle vigenti normative’. Ottocentomila euro in tutto. Siccome alla scadenza iniziale del 31 marzo 2026 ‘nessun intervento risultava completato’ – si legge nella relazione dell’Asl Lecce – al fine di raggiungere il target regionale, la Regione Puglia chiedeva alle Asl di valutare la possibilità di attivare ulteriori case di comunità in overbooking, ovvero extra programmazione Pnrr Salute. L’Asl di Lecce ha pertanto individuato 16 siti in altrettanti comuni: Casarano, Gagliano del Capo, Campi Salentina, Tricase, Maglie, Galatina, Andrano, Martano, Gallipoli, Poggiardo, Nardò, San Cesario, Cavallino, Copertino, Lecce, Monteroni”. Dovrebbero essere strutture già dotate di quasi tutti i servizi e gli ambulatori previsti nel DM 77/2022. Ma così non è. Di fatto, la Regione ha trovato un espediente. Noi siamo andati a verificare se queste 16 case di comunità ‘in overbooking’, dichiarate come ‘attivate e attestate’ e funzionanti dalla relazione della Asl di Lecce (o “fatte”, per usare la definizione dell’assessore in audizione) lo siano davvero. Abbiamo cominciato un altro giro di ispezioni, e i fatti che abbiamo documentato smentiscono la relazione di Pentassuglia. Confermiamo che tra tutte le strutture visitate, solo una è realmente operativa, quella di Matino.
LECCE: casa di comunità provvisoria (in overbooking) ancora inattiva, cantiere ancora chiuso.
CAVALLINO: sulla carta risulta “attivata e attestata”, in realtà è un sito del Comune, non una struttura sanitaria come previsto, con arredi ammassati, ma chiusa e senza insegna.
SAN CESARIO: struttura con medico a poche ore e infermiera, ma senza insegna all’esterno che lo comunichi ai cittadini.
MONTERONI: lavori da rifinire, di fatto non è attiva.
COPERTINO: c’è una pseudo casa di comunità provvisoria allestita in overbooking, una stanzetta senza targa indicativa e senza servizi per i pazienti. Anche qui mancano attrezzature e l’elettrocardiografo. E poi c’è il cantiere di quella in costruzione, che di certo non potrà essere completata entro fine anno.
VEGLIE: lavori ancora in corso, una struttura su più piani che doveva essere consegnata entro maggio 2025. Non attiva e chissà quando lo sarà.
CAMPI SALENTINA: una pseudo casa di comunità (in overbooking) allestita in una sola stanza, senza alcuna strumentazione. Manca persino l’elettrocardiogramma.
SQUINZANO: tutto chiuso, lavori in corso, ancora non attiva.
SURBO: cancello chiuso, ancora un cantiere, lontano dall’essere finito.
GAGLIANO DEL CAPO: ancora lavori a rilento, sia per la casa che per l’ospedale di comunità. Tutto inattivo.
CASARANO: una stanza minuscola allestita nel distretto sociosanitario.
Questi i fatti documentati. Altro che obiettivo raggiunto!
Noi continueremo a fare sopralluoghi, anche nelle altre dichiarate in overbooking. Ribadiamo che, al momento, solo la casa di comunità di Matino è operativa. L’abbiamo già detto dopo la nostra ispezione del 14 ottobre, quando verificammo che le altre visitate quel giorno erano ancora da completare e attrezzare: Maglie, Gagliano del Capo, Castrignano del Capo, Galatone, Aradeo, Taurisano, Porto Cesareo, Ugento, Otranto, Presicce, Racale e Aradeo, Taviano.
Le case di comunità dovrebbero garantire la presenza continua di medici e infermieri, visite specialistiche, diagnostica di base (come prelievi ed elettrocardiogrammi). Ancora niente di tutto questo, nella Asl di Lecce. Ed è proprio questo il senso delle nostre ispezioni: sollecitare a stringere i tempi per assicurare questi servizi di prossimità essenziali per i cittadini, in modo che non siano costretti a rivolgersi ai pronto soccorso in affanno. Evidenziare le criticità e chiedere interventi rapidi è proprio il senso di tutte le nostre ispezioni, che in tantissimi casi si sono rivelate utili e risolutive. Eppure, continuiamo a vedere atteggiamenti arroganti, ostili o non collaborativi, nonostante il presidente del consiglio regionale Toni Matarrelli abbia chiarito con una nota che ai consiglieri regionali dev’essere assicurato il diritto ispettivo, invitando alla massima collaborazione. Una cosa sia chiara: noi chiediamo trasparenza e rispetto per il nostro ruolo di consiglieri regionali al servizio dei cittadini, che non sono ‘fessi’ e hanno il diritto di conoscere la verità. Solo così potrà migliorare il sistema sanitario regionale, non continuando a nascondendo la polvere sotto il tappeto o bluffando con i giochi di prestigio.”



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