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C’È VITA DIETRO LE QUINTE. C’È LAVORO DIETRO LE QUINTE.

Venerdì 26 marzo in Piazza Libertà a Bari, la manifestazione delle aziende che operano nel settore
dello spettacolo dal vivo ha messo in scena il funerale del comparto colpito duramente dall’emergenza Covid19

Corone di fiori, campane a morto, la musica del Requiem e 130 lapidi: questa mattina in Piazza Libertà a Bari con la manifestazione “C’è vita dietro le quinte. C’è lavoro dietro le quinte” la Fedas Puglia ha messo in scena il “funerale” delle aziende che noleggiano, progettano e allestiscono strutture e tecnologie per lo spettacolo dal vivo. È questo infatti il futuro al quale è destinato questo settore se non ci sarà un cambio di passo da parte delle istituzioni. Teste mobili, casse audio, mixer, quadri elettrici, microfoni, luci, fari, amplificatori, schermi: su ognuna delle lapidi allestite nel parcheggio della Prefettura è stato adagiato uno strumento simbolo del settore sempre “dietro le quinte” fortemente colpito e messo a dura prova dall’emergenza Covid19. Un’installazione potente e dal forte impatto emotivo e simbolico per dare finalmente una voce compatta alle aziende non adeguatamente tenute in considerazione nei recenti provvedimenti di ristoro.

La sezione regionale della Federazione Aziende dello Spettacolo Italia riunisce circa 60 tra le principali aziende e professionisti pugliesi del settore. Non è stata una classica manifestazione di protesta ma una “messa in scena”, appunto, per sensibilizzare le istituzioni sulla condizione di un comparto fermo, di fatto, da oltre un anno e che in Puglia, tra lavoratori diretti, stagionali e indotto, coinvolge oltre 5mila persone. I manifestanti, arrivati da tutta la regione, hanno anche raccolto le firme su un “libretto mortuario” che sarà spedito al Ministero della Cultura Dario Franceschini.

«Oggi abbiamo manifestato per rappresentare lo stato attuale del settore, fermo da un anno, estremizzando per mostrare quello che potrebbe accadere alle nostre aziende se non ci saranno provvedimenti concreti», ha sottolineato Pino Loconsole, amministratore dell’azienda Lucidiscena e presidente regionale Fedas. «Il nostro settore ha investito milioni di euro in attrezzature acquistate poco prima della pandemia che stanno perdendo valore giorno dopo giorno. Purtroppo i ristori statali sono calcolati su parametri poco veritieri e  molte aziende sono rimaste senza alcun di aiuto. Chiediamo la programmazione anticipata della ripartenza, lo sviluppo  di protocolli anticovid specifici per il settore degli eventi a partire da subito. È indispensabile arrivare pronti alla riapertura per non sprecare altro tempo».

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