header photo

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

DAL 2 AL 16 SETTEMBRE A TORRE SANTA SABINA (BRINDISI) LA QUINTA CAMPAGNA DI PROSPEZIONI E SCAVI SUBACQUEI

Si svolgerà dal 2 al 16 settembre 2012 a Torre Santa Sabina (Carovigno, Brindisi) la quinta campagna di prospezioni e scavi subacquei nella baia che ha restituito importanti testimonianze archeologiche databili dall’età protostorica all’età altomedievale. All’opera ancora una volta l’unità operativa subacquea diretta da Rita Auriemma, docente di Archeologia subacquea all’Università del Salento, con l’ausilio della Federazione Archeologi Subacquei.

Questa campagna si inserisce nel contesto di studi sviluppati negli anni passati di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e il Comune di Carovigno, e miranti a delineare un quadro cronologico delle frequentazioni dell’antico approdo. Negli anni passati è stata avviata una rilettura delle evidenze archeologiche situate lungo il costone occidentale della Baia, detta “dei Camerini”, e oggi interpretate come sovrapposizione di due carichi di relitti naufragati rispettivamente in età arcaica (fine del VI secolo avanti Cristo) e nella tarda repubblica (seconda metà del II secolo avanti Cristo), frammisti a numerosi altri materiali esito delle attività di discarica portuale o di altri drammatici episodi di naufragi: dalla ceramica di età arcaica alla ceramica a rilievo di età ellenistica, le preziose “coppe megaresi”, a quella tardoantica e medievale.

Si è inoltre intrapreso lo scavo del noto relitto di Torre Santa Sabina. Quest’ultimo, di una lunghezza stimata intorno a 20 metri, testimonia un commercio di anfore africane (una delle quali rinvenuta integra ancora in situ) ed è probabilmente il relitto di nave romana più conservato del Mediterraneo, con parti cospicue del ponte e dell’opera morta della nave attestati solo in casi eccezionali. Quest’anno si è posta l’attenzione sull’area posta all’imboccatura della baia, adiacente ai saggi operati nell’anno 1978, per individuare la zona di maggiore dispersione dei materiali ceramici e chiarire ulteriormente la sovrapposizione cronologica dei carichi all’interno della baia.

Nessun Commento

Sia i commenti che i trackback sono disabilitati.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Spiacente, i commenti sono chiusi.