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Dati ISTAT: in Italia nascite in calo. Convegno andrologia: aumento infertilità maschile.

Secondo l’ISTAT il calo delle nascite nel 2011 è di 15.000 bimbi, colmato solo in parte dalle nascite di bambini da genitori stranieri.

Secondo gli esperti di Andrologia, riuniti a Lecce in occasione del X Convegno Nazionale della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), sotto la presidenza del prof. Carlo Foresta, la salute riproduttiva è compromessa dalla modificazione del tipo di alimentazione e dell’ambiente. Oltre mille sostanze possono avere effetti non ancora del tutto noti sulla salute e sull’ambiente. Si parla di additivi alimentari e composti chimici, elencati nelle etichette di prodotti di uso comune e quotidiano: dentifrici, saponi, detersivi, yogurt, biscotti, cibi in scatola e sottovuoto, prodotti il cui consumo costante può contribuire all’insorgere di asma, reazioni allergiche, disturbi gastrici e squilibri al sistema ormonale. Sostanze legali, ma molte contengono xenoestrogeni: ad oggi possono essere considerate solo “potenzialmente dannose”.

Durante i lavori del Convegno il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Carlo Foresta, Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Padova, ha dimostrato che nei giovani del terzo millennio il potenziale di fertilità si è ridotto significativamente rispetto ai maschi della generazione precedente. La ricerca riporta un confronto tra giovani e adulti di sesso maschile in relazione ai parametri seminali. La ricerca è stata condotta a Padova e riporta, per la prima volta, un confronto tra giovani e adulti di sesso maschile in relazione ai parametri seminali. L’analisi del liquido seminale effettuata su 1.000 campioni seminali di diciottenni e su 1.000 campioni seminali di quarantenni, tutti volontari arruolati in modo randomizzato durante le visite periodiche effettuate dal Centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, evidenzia che nei diciottenni vi è una diminuzione del 25% della conta degli spermatozoi rispetto ai quarantenni. Il 33,4% dei ragazzi sottoposti all’indagine è ipofertile (sotto i 39 milioni di spermatozoi totali), l’11,7% è già gravemente ipofertile (sotto i 15 milioni di spermatozoi totali). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il valore di 39 milioni di spermatozoi totali per eiaculato è il valore minimo di normale fertilità, al di sotto del quale si è ipofertili.

Inoltre, sempre durante i lavori del X Congresso, saranno riportati i risultati delle ricerche effettuate dalla SIAMS su circa 2000 giovani che hanno dimostrato che il potenziale di fertilità è compromesso in modo particolare quando i ragazzi vivono nelle grandi metropoli, dall’analisi del campione risulta che il potenziale dei giovani “metropolitani” è ridotto del 30% rispetto a quello dei loro coetanei residenti in provincia: 170 milioni di spermatozoi per i ragazzi delle metropoli contro i 240 milioni per i giovani che vivono fuori città. Fra le cause si discuterà del ruolo svolto dall’esposizione ambientale a pesticidi, inquinanti e altre sostanze chimiche che agiscono come “endocrine disruptors” (distruttori endorcrini) che alterano le fini regolazioni ormonali che modulano lo sviluppo dell’apparato riproduttivo nelle prime fasi dell’embriogenesi. In particolare l’esposizione cronica ai gas di scarico e ad altre sostanze esogene volatili, provoca una marcata riduzione del numero e della qualità degli spermatozoi. A seguire: obesità, sedentarietà, consumo di alcol, fumo e droghe. Ma anche infezioni e patologie che colpiscono l’apparato riproduttivo maschile.

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