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E’ il tempo delle scelte

Se ne sta andando in fretta questa estate calda, sospinta dal vento elettorale che rinvia sine die le riflessioni sull’andamento delle vacanze, in Puglia e soprattutto nel Salento, che della regione è, senza tema di smentite, una delle vetrine più importanti sotto il profilo dell’accoglienza turistica.

            Gli imprenditori e gli osservatori interessati sanno che la stagione sta andando bene, anche se non al livello dello scorso anno, ma non basta. Non appena saranno resi disponibili i dati ufficiali dovremo analizzarli con cura, per trarre da essi le informazioni necessarie a fotografare con puntualità il fenomeno turistico nel nostro territorio, comprendendo target, localizzazioni, tendenze, correlazioni e anche eventuali anomalie. Ciò consentirà di progettare più efficacemente l’offerta ed orientare lo sviluppo delle diverse dinamiche del settore.

            Il comparto in Puglia e nel Salento ha un’importanza fondamentale per l’economia regionale, visto che con circa il 15% (nelle stagioni migliori) incide per il doppio rispetto a quanto accade per il PIL nazionale (7/8%). Il repentino aumento dei prezzi, caratteristica negativa di questa estate italiana per tutte le implicazioni che conosciamo, impone di riconsiderare attentamente dinamiche, servizi e obiettivi e, quindi, è il momento delle scelte.

            Le prime osservazioni testimoniano di una riduzione degli arrivi e delle presenze degli stranieri, una componente importante per il volume di spesa che di solito manifesta. Ma con i prezzi alti palesati quest’anno nelle strutture salentine, la concorrenza delle località vicine di Albania, Grecia e Montenegro ha avuto una via spianata, nonostante gli aeroporti, i porti e le strade di Puglia abbiano registrato grosse movimentazioni di persone. E qui torna in campo il settore dei servizi: se si richiedono 70 euro al giorno – via internet – per un ombrellone e due lettini, bisogna offrire spazi e servizi adeguati, capaci di giustificare tale richiesta. Sempre per rimanere in tema di stranieri, continua a latitare la conoscenza di almeno una lingua straniera, l’inglese per tutte, che consenta all’ospitante – sia esso addetto alla reception di uno stabilimento balneare o di un B&b, ma anche un vigile urbano o un addetto di una discoteca – di dare delle risposte esatte e chiare all’ospite straniero. Nei siti della concorrenza oltre Adriatico, questo problema è stato superato da anni, mentre il gap salentino non è stato ancora colmato.

            E’ tempo di scelte, abbiamo detto, perché occorre individuare verso quale target orientare sforzi promozionali e investimenti. Nel Salento sono ancora poche le strutture alberghiere nuove o rinnovate secondo criteri moderni, ma a fronte di richieste pari a 200 euro a notte, occorre fornire almeno una piscina ampia e funzionante, una colazione adeguata e ricca di prodotti tipici e almeno una navetta che consenta di trasferire gli ospiti sulla spiaggia, per godere di un angolo privato dove prendere il sole e fare il bagno. Se il target di riferimento è quello alto o medio alto, gli investimenti devono essere consequenziali, e non soltanto nelle masserie rinnovate, ma soprattutto negli alberghi e nei villaggi sulla costa, dove il mare, seppur bellissimo, non può essere la sola risorsa offerta agli ospiti, soprattutto se internazionali.

            Tutto ciò senza trascurare l’altro segmento del turismo, quello giovanile e delle famiglie, che pure ha bisogno di essere seguito con molta attenzione, affinché produca effetti positivi e non svantaggiosi, come continua purtroppo a succedere in località dove abbiamo avuto, anche quest’anno, pesanti conseguenze, anche a causa del “fai da te” di quanti si improvvisano imprenditori dell’ultima ora, in qualsiasi settore, dalla ristorazione all’ospitalità, dai parcheggi alla mobilità.

            Non dimentichiamo, poi, l’irrisolta questione dei trasporti su gomma e su ferrovia, che ha penalizzato quanti si affidano ancora ai trasporti pubblici per i loro spostamenti.

            Gli elementi da considerare, quindi, sono numerosi e corposi. La Camera di Commercio di Lecce crede nella sinergia quale strumento di approccio alle tematiche che impattano sul sistema economico salentino; nello specifico, sulla base dell’analisi dei dati, sarà fondamentale tornare, non appena le questioni elettorali avranno fatto il loro corso, ad un incontro degli “Stati generali del turismo pugliese”, con la presenza delle istituzioni, Regione Puglia in testa, e con il fattivo contributo delle Associazioni di categoria che rappresentano gli imprenditori più lungimiranti.

            Occorrono investimenti istituzionali ed un modo nuovo di guardare al turismo, che torni a coinvolgere anche gli Enti locali, in una regione che ambisce ad una destagionalizzazione ancora lontana dal realizzarsi. Gli incentivi capaci di attirare turisti anche in bassa stagione passano dalla organizzazione di eventi e manifestazioni di alto livello, dalla promozione anche sui social fatta in modo intelligente; in tutto questo, pubblico e privato devono necessariamente agire insieme per puntare ad ottenere un risultato positivo per tutta la comunità.

            Come già avvenuto in diverse occasioni, la Camera di Commercio di Lecce è pronta ad aprire le sue porte come sede naturale per una discussione proficua con tutte le parti interessate, Enti locali, Istituzioni e imprenditoria, anche al fine di utilizzare al meglio la parte dei fondi del PNRR che può incidere su questo fondamentale settore dell’economia salentina.

            Ed un capitolo importante deve essere dedicato alla formazione di chi opera nel settore, iniziando dagli imprenditori per finire al personale di sala, alle guide turistiche, con un’attenzione costante per tutto il territorio. L’Ente camerale leccese è parte attiva nell’accrescere le oramai imprescindibili competenze digitali di imprenditori e lavoratori, ma anche nella progettazione di altri percorsi di qualificazione, affinché questi ultimi siano aderenti alle necessità del territorio, riferiti a competenze realmente richieste e quindi concretamente spendibili.

            Auspichiamo che il prossimo autunno veda protagonisti tutti coloro che guardano al turismo con una prospettiva diversa, anche nell’ottica della sostenibilità; è importante elaborare sinergicamente una strategia “cesellata” su questo segmento dell’economia regionale, per farne una carta vincente, da giocare con grande avvedutezza.

Il Presidente

Mario Vadrucci

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