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FORESTERIA BONCURI, UILA E UIL LECCE: «RAFFORZARE IL MODELLO DI ACCOGLIENZA E COSTRUIRE UN SISTEMA STABILE E SOSTENIBILE CON L’IMPEGNO DI TUTTI I SOGGETTI COINVOLTI»

Dopo l’incontro in Prefettura di questa mattina, i sindacati chiedono correttivi e continuità per la foresteria di Nardò. Centrale anche il contrasto all’intermediazione illecita della manodopera, con un ruolo più incisivo per gli enti bilaterali

  Rafforzare l’esperienza della foresteria Boncuri, superare le criticità emerse e costruire un sistema di accoglienza stabile e sostenibile, senza criminalizzare il mondo agricolo. È la posizione espressa da UILA e UIL Lecce durante l’incontro di questa mattina in Prefettura, dedicato al bilancio della stagione agricola 2026 e alle prospettive per le prossime annualità.

«Accoglienza dignitosa e lavoro regolare sono inseparabili – dichiara Antonella Rizzo, segretaria generale UILA Lecce –. Boncuri è un’esperienza che vogliamo sostenere e migliorare, garantendo continuità oltre i mesi della raccolta. È importante valorizzare le imprese che operano correttamente e coinvolgere tutti i soggetti del protocollo nella costruzione di un modello efficace e duraturo».

Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione del contributo di 100 euro per ogni lavoratore ospitato, previsto dagli accordi per la gestione della foresteria e non versato da alcune aziende. Il prefetto ha annunciato un tavolo tecnico presso il Comune di Nardò per affrontare la situazione e individuare le iniziative necessarie a garantire il rispetto degli impegni assunti.

«Il sindacato deve saper avanzare proposte concrete, oltre a tutelare i diritti – sottolinea Mauro Fioretti, coordinatore territoriale UIL Lecce –. Occorre affrontare le singole criticità senza estendere responsabilità all’intero comparto agricolo. Boncuri è un modello nel quale crediamo, da migliorare attraverso un impegno condiviso».

Per UILA e UIL Lecce, il contrasto al caporalato e all’intermediazione illecita della manodopera resta una priorità.

«L’accoglienza è fondamentale, ma da sola non basta – dichiarano Antonella Rizzo e Mauro Fioretti –. Per contrastare efficacemente lo sfruttamento occorre intervenire anche sui meccanismi di reclutamento della manodopera, coinvolgendo istituzioni, parti sociali ed enti bilaterali. A questi ultimi va riconosciuto un ruolo più incisivo nella promozione del lavoro regolare e nella prevenzione del caporalato, valorizzando anche il percorso avviato a livello regionale».

UILA e UIL Lecce confermano la disponibilità a proseguire il confronto con la Prefettura, le istituzioni e tutti i firmatari del protocollo per garantire accoglienza dignitosa, legalità e tutela dei lavoratori, sostenendo al contempo le imprese agricole che rispettano le regole.

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