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“FUORI CAMPO”: UN DOCUMENTARIO PER RACCONTARE I ROM IN ITALIA

Martedì 12 maggio alle ore 17.30, presso le Officine Cantelmo (viale De Pietro, Lecce), l’International Centre of Interdisciplinary Studies on Migrations (I.C.I.S.MI.) e l’insegnamento di Sociologia dei Processi migratori dell’Università del Salento presentano “Fuori Campo”, un film documentario girato in collaborazione con attivisti rom residenti in diverse città italiane (Bolzano, Rovigo, Firenze, Cosenza). Parteciperanno, tra gli altri:

  • Sergio Panariello, regista del documentario
  • Antonio Ardolino, Associazione “OsservAzione. Ricerca azione per i diritti di rom e sinti”
  • Salvatore Colazzo, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, Scienze Politiche e Sociali e professore di Pedagogia Sperimentale – Università del Salento
  • Fabio De Nardis, Presidente dei Corsi di laurea area sociologica e professore di Sociologia Politica – Università del Salento
  • Luigi Perrone, Direttore dell’International Centre of Interdisciplinary Studies on Migrations (Icismi) e professore di Sociologia delle Migrazioni – Università del Salento

Introdurrà e modererà l’incontro Antonio Ciniero, docente di Sociologia dei Processi migratori – Università del Salento

Sono previsti inoltre interventi della Comunità Rom Xoraxané di Lecce e dell’Associazione AlteraMente, da diversi anni impegnata in attività di supporto scolastico ai minori rom residenti nel campo sosta Panareo.

> “Fuori Campo”

“Fuori Campo”, proiettato in diverse città italiane durante festival cinematografici ed eventi organizzati da associazioni locali e nelle scuole, continua a girare l’Italia. Ma “Fuori Campo” non è solo il film in sé. È un esperimento di co-ricerca, il tentativo di un gruppo composito di documentaristi, giuristi, antropologi, attivisti rom e non rom di raccontare l’altra realtà dei rom in Italia – quella di cui i giornali non parlano e di cui la politica non si occupa – girando l’Italia alla ricerca di realtà altre, raccogliendo storie di vita di donne e uomini rom che non hanno mai vissuto in un campo o hanno scelto di uscirne, spesso contando solo sulle proprie forze, tra mille ostacoli e difficoltà, non ultimo il pregiudizio.

Le stime parlano di meno di 200mila rom residenti in Italia. Di questi circa 40mila vivrebbero in situazioni di disagio abitativo, che siano baracche, container, “centri d’accoglienza” in muratura o edifici fatiscenti occupati. Eppure per il senso comune essere rom, ancora, vuol dire “campi nomadi”. Oltre che un mezzo di esclusione, il campo è un potente dispositivo discorsivo che trasforma in causa ciò che, invero, è l’effetto di una lunga e attuale storia di discriminazioni, esili coatti e resistenza. Il campo costringe molti rom in condizioni di estrema marginalità sociale e allo stesso tempo avalla la comune opinione per la quale sono loro stessi a sceglierlo come stile di vita.

La maggior parte dei rom, tuttavia, non vive nei campi, ma nelle case e affronta i problemi quotidiani come tutti. “Fuori Campo” racconta alcune di queste storie, diverse tra loro, nelle premesse, nel contesto, nelle prospettive, ma tutte qui e ora, nell’Italia di oggi.

Il documentario – come la metafora cinematografica che lo intitola – si pone fuori dal campo visuale classico degli stereotipi sui rom e fuori dal campo nomadi, cercando e raccontando la vita quotidiana di donne e uomini rom in Italia: la casa, i rapporti familiari, il lavoro, la crisi, le battaglie vinte e quelle perse. Un lavoro collettivo di ricerca e documentazione il cui obiettivo è contribuire a scardinare i pregiudizi radicati nell’opinione pubblica e nelle amministrazioni e, anche, a spronare i rom a credere nelle proprie forze e nella possibilità di un cambiamento. Con l’intento di rovesciare il registro del dibattito attuale.

Da Cosenza a Bolzano, passando per Firenze e Rovigo, la telecamera del regista Sergio Panariello segue le vite dei protagonisti (Sead Dobreva, Kjanija Asan, Leonardo Landi, Luigi Bevilacqua) svelandone a poco a poco la loro quotidianità.

“Fuori Campo” interpella i politici, gli operatori sociali, gli attivisti, i semplici cittadini e gli studenti, raccontando la complessità dell’essere rom, attraverso storie di vita donne e uomini dal Nord al Sud dell’Italia nelle loro case, nei condomini, nelle fabbriche, nei sindacati, nelle associazioni, nei luoghi di culto, nell’intreccio delle loro relazioni dentro e fuori la famiglia, nelle lotte quotidiane contro il pregiudizio, nel loro protagonismo politico e sociale.

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