12 Feb 2026
GLI PSICOLOGI DI PUGLIA AL FIANCO DELLA RETE DEI CENTRI ANTIVIOLENZA CONTRO IL DDL BUONGIORNO
“La riforma rischia di indebolire il principio cardine del consenso, spostando l’attenzione
dal comportamento di chi agisce la violenza a quello di chi la subisce”
L’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia, attraverso la propria Commissione Pari Opportunità, accoglie e sostiene l’appello della Rete dei Centri Antiviolenza della Regione Puglia, esprimendo ferma contrarietà alla proposta di modifica dell’articolo 609-bis del Codice Penale, nota come DDL Buongiorno. La riforma dell’articolo, proposta dal Governo, rischia di indebolire il principio cardine del consenso, spostando l’attenzione dal comportamento di chi agisce la violenza a quello di chi la subisce. Il nuovo testo base in materia di violenza sessuale elimina, infatti, il riferimento esplicito al “consenso”, mantenendo le formule “contro la volontà della persona” e “in assenza di volontà contraria”.
Non si tratta di una modifica meramente terminologica. Il passaggio da un modello fondato sull’affermazione positiva del consenso a uno incentrato sull’espressione del dissenso incide profondamente sull’impianto culturale e probatorio della norma. In questo modo, il baricentro della valutazione rischia di spostarsi sulla condotta della persona offesa e sulla sua capacità di manifestare un rifiuto, anziché sulla responsabilità di chi deve accertarsi della presenza di un consenso libero, esplicito e consapevole.
Una simile impostazione potrebbe determinare un arretramento sul piano della tutela sostanziale, oltre a generare incertezza interpretativa e applicativa, con il rischio di riaprire spazi a letture condizionate da stereotipi e pregiudizi di genere. Dal punto di vista psicologico, l’eventuale necessità di dimostrare in modo più stringente l’assenza di consenso potrebbe avere conseguenze profonde: riattivazione del trauma, senso di responsabilità per la violenza subita, percezione di non essere credute e invalidazione del proprio vissuto. Dinamiche che rischiano di scoraggiare la denuncia e di ostacolare l’accesso ai percorsi di protezione e sostegno. Le formulazioni poco definite e i criteri interpretativi vaghi contenuti nella proposta di modifica potrebbero inoltre ampliare il rischio di applicazioni disomogenee e di letture influenzate da stereotipi di genere, compromettendo la chiarezza e l’efficacia della norma.
L’Ordine ribadisce con fermezza un principio irrinunciabile: senza consenso, un atto sessuale è sempre violenza. Il messaggio è chiaro: il consenso non si interpreta. La tutela passa dalla chiarezza, non dall’ambiguità. L’Ordine invita istituzioni, associazioni, professioniste e professionisti, cittadine e cittadini a esprimere una posizione consapevole e responsabile. Su temi di tale rilevanza, la precisione delle parole non è un dettaglio tecnico, ma una scelta culturale e giuridica che incide concretamente sulla protezione delle donne vittime di violenza.



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