20 Ott 2026
ITALIA-TURCHIA, LA MISSIONE DEI MINISTRI DELLA CULTURA A HIERAPOLIS
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia Mehmet Nuri Ersoy hanno inaugurato lunedì 13 ottobre a Hierapolis di Frigia il XVII Convegno sul contributo italiano alle ricerche archeologiche in Turchia. Il sito è da quasi settant’anni sede della Missione Archeologica Italiana, oggi diretta dalla professoressa Grazia Semeraro dell’Università del Salento. Il convegno è promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul con l’Ambasciata d’Italia ad Ankara.
A margine della cerimonia, i due ministri hanno avuto un incontro bilaterale a Pamukkale. Hanno fatto il punto sulla cooperazione culturale tra i due Paesi, di cui l’archeologia è uno dei pilastri. Nella cerimonia inaugurale ha preso la parola anche la professoressa Semeraro: «Collaborazione, cooperazione sul campo e condivisione delle attività e dei risultati scientifici – ha detto Semeraro – sono le parole chiave di questo 17mo convegno sul contributo italiano alle ricerche archeologiche in Turchia, convegno del quale ringrazio l’Ambasciata italiana ad Ankara e l’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul. Esso interpreta l’essenza più profonda dell’archeologia, una disciplina che si fonda, in Turchia come in Italia, sullo scambio e sulla cooperazione internazionale. Particolare valore simbolico assume la scelta di Hierapolis come sede del convegno di quest’anno perché qui opera, dal 1957, la più antica esperienza di ricerca italiana in Turchia». A questo proposito, la professoressa Semeraro ha voluto omaggiare il primo direttore della missione archeologica, il professor Paolo Verzone del Politecnico di Torino e della Teknik Üniversitesi di Istanbul. «La presenza dei ministri della Cultura italiano e turco è, per noi – ha poi concluso – il riconoscimento più prezioso, che ci onora e ci spinge a fare sempre di più per promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico. L’auspicio è che la collaborazione fra i nostri Paesi possa continuare e rafforzarsi nel futuro, promuovendo sempre di più le ricerche comuni, gli scambi scientifici, la formazione di giovani capaci di gestire al meglio la cura e la promozione del patrimonio culturale».
La serata si è conclusa nel teatro romano di Hierapolis, restaurato dalla Missione italiana, con il concerto per l’amicizia italo-turca. L’Orchestra Sinfonica di Stato di Izmir si è esibita diretta dal violinista Riccardo Zamuner, anche nel ruolo di solista.
I lavori scientifici si sono svolti all’Università di Pamukkale, legata all’Università del Salento da una lunga cooperazione accademica, con ricercatori italiani e turchi. Alla sessione di apertura sono intervenuti il prorettore vicario di UniSalento, Salvatore Rizzello, e il direttore del Dipartimento di Beni Culturali, Girolamo Fiorentino.
«La presenza dell’Università del Salento a Hierapolis e a Pamukkale racconta un’idea di internazionalizzazione costruita nel tempo, sul lavoro sul campo e sulla fiducia reciproca – ha dichiarato il prorettore vicario Rizzello -. La ricerca archeologica è una forma concreta di diplomazia culturale: crea legami tra istituzioni e persone che durano oltre le contingenze politiche. Il nostro Ateneo intende rafforzare questa collaborazione, aprendo nuove opportunità di mobilità e di ricerca congiunta per studenti, dottorandi e docenti».
«Per il Dipartimento di Beni Culturali, Hierapolis è un laboratorio di formazione e ricerca di rilievo internazionale – ha aggiunto Fiorentino -. Qui i nostri studenti si misurano con metodi, discipline e contesti diversi, in un dialogo continuo con i colleghi turchi. Continueremo a investire in questa collaborazione, che arricchisce la ricerca e la didattica del nostro Ateneo».



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