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Le donne nel Salento gestiscono un’ impresa su quattro

Le donne salentine sono alla testa di circa un quarto delle  imprese salentine, in linea con il dato  medio nazionale e regionale. Al 31.12.2012  sono  17.488 le imprese femminili  nella provincia di Lecce, anche se il 2012 non è stato un anno proficuo per l’imprenditoria rosa che ha chiuso il bilancio con  un saldo pari a zero, a differenza di quanto registrato per le imprese nel loro complesso, il cui bilancio si è chiuso con un saldo  positivo pari a 516 unità e un tasso di crescita dello   0,71%. Lo scorso anno, invece,  le cose erano andate decisamente meglio, con un bilancio chiusosi  con un saldo positivo di 254 imprese e un tasso di crescita dell’1,5%.

I settori economici

I settori in cui si concentrano le imprese al femminile sono il commercio (33,7%) e l’agricoltura (16%) con percentuali  leggermente superiori alla distribuzione complessiva delle imprese, rispettivamente del 31% e del 13,6%. Al contrario  le imprese femminili afferenti al comparto delle costruzioni sono il 3,8%, mentre il comparto nel suo complesso   rappresenta il 15% del tessuto imprenditoriale salentino. La quota di imprese rosa che si dedicano ai servizi alla persona è del 7,8%,  più elevata di quella calcolata sul totale imprese (4,4%).

E’ interessante osservare l’incidenza delle imprese femminili sui singoli settori, da cui emerge che alcuni settori economici sono  per loro natura  “maschili”, come quello delle costruzioni laddove le imprese gestite da donne hanno un peso del 6% sul totale del settore, al contrario di quanto  accade  considerando i servizi per la persona e il comparto della sanità, settori in cui  le imprese femminili  incidono, rispettivamente per  il 42,6% e 44,1% .

Il saldo delle  410 imprese non classificate, che pareggiai saldi negativi di altri comparti, non consente di fare un’analisi  attendibile settoriale, perché non è possibile ricondurre tali imprese ad alcun comparto economico. Si ricorda che  l’iscrizione al registro imprese e l’inizio dell’attività avvengono in due  momenti separati, e solo con la denuncia di inizio attività è possibile classificare il settore economico di appartenenza.

La forma giuridica

Il 69% delle imprese femminili, pari a 12.032, ha scelto la forma giuridica della ditta individuale,  la stessa incidenza che tale tipologia di impresa ha sul totale delle imprese salentine. Le società di capitale amministrate da donne rappresentano il 13%,  le società di persone il 15%, considerando l’insieme  delle imprese, il peso delle società di capitale è del 16,6%, mentre quello delle società di persone dell’11%.  Il 3% delle imprese femminili è rappresentato da cooperative, consorzi e altre forme societarie, tipologie giuridiche che costituiscono il 3,8% del tessuto imprenditoriale salentino nel suo insieme.

Anche per le imprese femminili il saldo del 2012 più elevato è riconducibile alle società di capitale (+54 aziende). Positivo anche il saldo delle società cooperative (+24), mentre le società di persone perdono 6 imprese nel corso del 2012; negativo il saldo delle ditte individuali che perdono 73 unità.

Le imprese  artigiane femminili al 31.12.2012 sono  2.922 di cui   il 43%, pari a 1.263 imprese, svolge un’attività relativa alla cura della  persona e il 30%, 904 aziende, svolge un’attività manifatturiera, in particolare nell’ambito delle confezioni (249 imprese )  e della trasformazione degli alimenti ( 195 aziende).

Nel 2012 il comparto artigiano provinciale ha chiuso  l’anno con un saldo negativo, sia pure di 4 unità, al contrario  le imprese artigiane femminili hanno registrato un ottimo  tasso di crescita  dell’8,5%,  corrispondente  a un saldo di  +228 imprese, delle quali poco meno della metà (110 imprese) ascrivibili ai servizi per la persona. Le attività manifatturiere registrano 37 imprese in più e i servizi ristorativi 29.

Le imprese rosa nei comuni

I comuni che presentano la più alta percentuale di imprese rosa sono Otranto (34,9%), Santa Cesarea Terme (32,3%), Castro (32,2%) e Ortelle (31,7%), mentre  Castrì (16%), Seclì (16,2%) e Cursi (17,6%)  detengono la quota più bassa.

Il maggior contributo al saldo annuale delle imprese femminili, in valore assoluto, spetta ai comuni di Nardò (26), Lecce (24) e Gallipoli (19), mentre a Taurisano (-13), Vernole e Matino (-11) spetta il record negativo. Considerando, però, i valori relativi l’apporto  più elevato spetta al comune di San Cesario con un tasso di crescita del 9,1% , al contrario il comune di Montesano ha il tasso più basso (-17,8%).

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