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MERITO, LAVORO E IMPEGNO? NON SERVONO PER ANDARE IN PARLAMENTO. GUARDATE COSA FA L’UDC CON FERRARESE

La solita politica autoreferenziale, forse la peggiore che ci sia. Quella che posiziona e riposiziona le pedine nello scacchiere delle liste elettorali senza curarsi degli interessi reali del territorio.

Quello che è accaduto a Massimo Ferrarese è a dir poco incomprensibile. Una figura di spicco, emersa dalla società civile che ha rinnovato la pubblica amministrazione del sud della Puglia, esclusa dalle liste di Camera e Senato in posizione adeguata, per fare spazio ai soliti ingranaggi di partito, forse più affidabili, perché meno liberi e più obbedienti al padrone di turno.

Deputati e senatori che vengono selezionati come cani da guardia fedeli al padrone e non per le loro caratteristiche speciali o funzionali.

Ferrarese è rimasto, per il momento, imbrigliato in questa ragnatela di maneggioni della politica che mirano solo a garantirsi la sopravvivenza della carriera, ricca di denaro e potere, ma povera di lavoro, ci permettiamo di dire, altrimenti avremmo un’Italia migliore e un Salento più florido e vivace economicamente.

Invece la solita storia. Si fa finta di cambiare, perché tutto rimanga così.

Il solito Gattopardo che non finisce mai.

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