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Scrivono “Help” sulla sabbia: tre adolescenti salvati nella remota Australia occidentale

 Il loro appello sulla sabbia del Lago Rosa della WA è stato notato da due piloti

Nel film “Cast Away”, il protagonista Chuck Noland, interpretato da Tom Hanks, rimase su un’isola deserta per oltre quattro anni. Fortunatamente, è andata meglio a tre adolescenti rimasti bloccati in una zona remota di un lago dell’Australia occidentale, che non hanno dovuto aspettare coì tanto. Venerdì 31 maggio, il loro pick-up, una Holden Colorado bianca, si è impantanata nella zona del Pink Lake a Gregory, a sud di Kalbarri, il Lago Rosa del Western Australia. I tre adolescenti sono stati salvati il giorno dopo, sabato 2 giugno, grazie alla scritta “Help”, scritta sulla sabbia rosa. Proprio come fece Chuck Noland nel film, anche se nel suo caso non andò bene. Verso le 15:00 di sabato il controllo del traffico aereo ha informato la polizia di WA che un pilota aveva scoperto la richiesta di aiuto a circa 27 miglia nautiche a sud di Kalbarri, con una scena di un veicolo bloccato nelle vicinanze, poco dopo è stata presentata anche una seconda segnalazione da un secondo pilota. Un’operazione congiunta tra gli agenti della polizia di Kalbarri e dell’area di traffico Mid West – Gascoyne e un jet Challenger schierato dall’Autorità australiana per la sicurezza marittima (AMSA) ha stabilito le coordinate GPS del fuoristrada impantanato e ha consentito alla polizia di raggiungere il veicolo. Gli ufficiali sono ricorsi a raggiungere il gruppo a piedi e hanno attraversato la macchia e il lago asciutto. Quando la polizia ha raggiunto il gruppo, gli adolescenti, pur essendo illesi, erano rimasti bloccati per circa 24 ore. Sul posto si erano avvicinati anche alcuni passanti, ma non sono riusciti a recuperare il veicolo a causa del terreno accidentato. Una comunicazione della polizia di WA alle 15:00 ha detto che il veicolo sarebbe stato recuperato in un secondo momento, tuttavia i tre adolescenti sono stati portati a Lucky Bay, a circa 72 km a est, e si sono riuniti con la famiglia e gli amici. L’ingegnosa mossa, tipica da film, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata fondamentale per il ritrovamento dei tre adolescenti.

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