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“Un progetto fallimentare… non può che fallire”

In merito alla scelta di ANAS, appresa stamane dagli organi di stampa, di affidare la realizzazione della nuova autostrada s.s.275 da Maglie a Leuca al gruppo Matarrese-Palumbo, ci preme sottolineare alcuni aspetti fondamentali.

Il primo è che per quanto emerso è oramai chiaro che non può essere “premiato” il progetto Sticchi Damiani (Pro.Sal.) che risulta essere stato ideato non per risolvere i veri problemi di viabilità e sicurezza, ma per sfregiare uno degli ultimi territori ancora sani e intatti del nostro Salento; progetto privo delle necessarie valutazioni di impatto ambientale, paesaggistico, archeologico e geologico come dimostrato dal lavoro che i volontari hanno perpetrato negli anni, con l’aggravante che il lungo serpente di asfalto e cemento è stato “casualmente” disegnato sopra discariche di rifiuti tossici, a dimostrazione del fatto che nessuno studio degno di tal nome è stato mai effettuato, nonostante che sia già abbondantemente saldato dall’Anas.

A questo punto crediamo che l’iter si complichi ancora di più in quanto ricordiamo che la realizzazione del progetto esecutivo è affidato alla nuova ditta vincitrice dell’appalto e ciò non fa altro che prolungare biblicamente i tempi di realizzazione dello stesso, dovendo “ricominciare da tre” per parafrasare un vecchio film di Massimo Troisi.

Non è difficile prevedere che questo scenario apre ed innesca una serie di nuovi contenziosi amministrativi, e ovviamente non escludiamo che anche noi potremmo fare ulteriori atti.

Le singolarità che sempre hanno accompagnato questa follia continuano a stupirci: non è stupefacente il fatto che Anas abbia affidato un incarico da oltre 280 mln di euro ad una ditta (la Matarrese) che ha enormi problemi finanziari al punto da richiedere, come si legge dagli organi di stampa, l’ammissione al concordato preventivo? A nessuno è venuto in mente – soprattutto alla classe politica che ora gioisce di una vittoria dubbia e perfino ridicola… – che ci sarà un aggravio incredibile dei costi per lo Stato Italiano visto che prima di poter muovere di un centimetro una ruspa, dovranno essere bonificate le discariche che insistono sotto il tracciato? Da quale capitolo di spesa saranno presi quei milioni di euro (forse 100?) posto che nel capitolato d’appalto non ce n’è traccia? Abbiamo in questo modo consegnato nelle mani della nuova ditta aggiudicataria, ancora una volta senza gara pubblica per la bonifica, un altro giocattolo per poter spillare allo Stato infiniti milioni di Euro, a causa di “inattese sorprese geologiche”? Poi rimane il grande capitolo giudiziario che coinvolge almeno tre procure, e rimangono le sagge parole della P.M. Elsa Valeria Mignone che ha scritto a chiare lettere alla Regione Puglia dicendo: “senza bonifiche nessuna autostrada”.

Infine, è veramente singolare come il noto ambientalista Pietro Quinto dichiari che è grazie ai ritardi innescati dai ricorsi (!) che oggi si conoscono le ubicazioni e la presenza dei rifiuti tossici sotto il nuovo tracciato. Siamo felici di poter conferirgli la tessera ad onorem, anche se abbiamo la sensazione che stia facendo una sorta di illusionismo mediatico.

Insomma questo è solo l’inizio di una nuova fase di lunghi contenziosi amministrativi e penali, che si aggiungono a quelli già pendenti presso la Corte di Cassazione e presso le Procure della Corte dei Conti e dei tribunali Penali. Il buon indagato presidente di ANAS Pietro Ciucci, proprio per la 275, è riuscito a rivitalizzare con tanto ardire tutta questa vicenda, che ormai può diventare a ragione il soggetto di un film comico!

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