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Sforamenti confortanti

I timori, le perplessità, le considerazioni che sono emerse in seguito allo spaventoso incendio avvenuto presso l’Ecotecnica a Lequile lo scorso 29 agosto 2026 non erano tanto fuori luogo, si confermano delicate e da attenzionare nei prossimi rilievi.

Finalmente, possiamo conoscere, ad un mese di distanza dall’accaduto, i dati esatti sulle concentrazioni dei microinquinanti nell’aria rilevati in prossimità dell’incendio e nell’abitato di Lequile. Si tratta di copia dell’intera documentazione che Arpa ha trasmesso al Comitato lo scorso 28 settembre a seguito di nostra richiesta e dalla quale risultano i dati allarmanti per l’elevatissima quantità di diossine e PCB rilevate il primo giorno (quasi 50 volte il valore soglia nell’aria nei pressi dell’incendio e quasi 20 nell’abitato); valori, è il caso di ribadirlo, che sono rientrati nella norma solo dal quarto giorno per via dell’estinzione dell’incendio.

Riteniamo comunque che dati così importanti non siano da considerarsi confortanti. Proprio in questi ultimi mesi EFSA ha aggiornato proprio i valori di DST (Dose Settimanale Tollerabile) per peso corporeo (di 0,6 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo a settimana per l’esposizione congiunta a diossine e PCB diossina-simili — tre volte inferiore alla DST stabilita nel 2018 con i precedenti TEF OMS del 2005). Dati che sull’incendio di Lequile sarebbero dovuti essere oggetto di puntuale rilevazione e conseguente comunicazione pubblica, senza allarmismi ma con un’informazione chiara che motivasse alla popolazione i provvedimenti precauzionali recitati nei bollettini cautelativi di Asl.

Diossine nell’aria, quale sarà la dispersione a terra?

Ci chiediamo, a fronte di una così rilevante emissione di diossine, come mai Arpa, agendo sulla sola analisi dell’aria subito dopo la fase di emergenza, non abbia ritenuto necessario procedere ad una serie di campionamenti del terreno e delle piante investite dai fumi (soprattutto quelle resinose, in grado di trattenere sostanze più delle altre, in quanto meno soggette a dilavamento per piogge o venti) in base alla direzione dei venti di quei giorni, prevenendo la dispersione dei fumi a seguito dell’evoluzione delle condizioni atmosferiche.

Lo studio sulle ricadute dell’incendio di Ecotecnica non risulta tuttora compiuto, né sono stati ancora effettuati i rilievi del terreno indispensabili per valutare in concreto la presenza della diossina sul territorio investito dai fumi. Arpa ha comunicato a mezzo PEC, in risposta alla nostra richiesta di chiarimenti, che li effettuerà “a partire solo dai prossimi giorni”, aggiungendo ”infine, sono in corso di programmazione le attività di campionamento sui suoli alla ricerca di sostanze direttamente correlate all’incendio”.

Riteniamo che i rilievi sui terreni siano un passaggio essenziale sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico ed è importante che siano estesi a tutti i Comuni potenzialmente interessati, seguendo processi meticolosi (Apat2006) e soprattutto differenziati secondo le linee guida Arpa Emilia- Romagna (strato di terreno -topsoil- nei primi 2 centimetri in base ai criteri specifici e successivamente da 0 a 10 centimetri).

Il Comitato ribadisce la sua costante attenzione al prosieguo delle indagini, richiedendo alle autorità competenti l’impegno nel controllo tempestivo ed efficace e un’adeguata informazione ai cittadini sugli sviluppi sanitari della vicenda.

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